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Terrorismo, indagini a Venezia

C_2_articolo_1008344_imagepp.jpgLa Digos di Venezia ha effettuato una serie di perquisizioni nei confronti di alcuni cittadini siriani di San Donà di Piave (Venezia). Sono tutti indagati per associazione con finalità di terrorismo anche internazionale. Nel mirino ingenti transazioni di denaro effettuate attraverso banche mediorientali sospette. Un trasferimento di fondi è stato registrato con la dicitura “spese militari”.

Le perquisizioni sono l’esito di un’indagine iniziata nel 2009, quando furono individuate ingenti transazioni di denaro effettuate da alcuni degli indagati attraverso istituti bancari medio-orientali ritenuti “non collaborativi nel contrasto al terrorismo internazionale”. Gli investigatori hanno quindi monitorato i trasferimenti di denaro, definiti sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati e privi di certezza circa la reale destinazione finale.

Nel corso delle indagini, gli investigatori hanno anche scoperto che i soldi provenivano da un collaudato meccanismo che consentiva ai siriani di eludere la normativa sull’ingresso di extracomunitari sul territorio nazionale, lucrando quindi sull’immigrazione clandestina di loro connazionali.

TGCOM.IT

Salute: gli infarti non sono tutti uguali. Quelli di mattina sono più gravi

test_medicina6.jpgGli attacchi cardiaci che avvengono di mattina sono più gravi di quelli che avvengono di notte. A sostenere che gli infarti miocardici acuti non sono tutti uguali è uno studio pubblicato sulla rivista Heart, da cui emerge che gli attacchi che si manifestano di mattina (tra le 6 e le 12) causano, rispetto a quelli che avvengono di notte (tra la mezzanotte e le sei di mattina) la morte di un 20% di tessuto cardiaco in più e un aumento del 21% di enzimi cardiaci “spia” (quelli che vengono rilasciati dalle cellule cardiache quando c’è in atto un infarto).

Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori spagnoli dell’Ospedale Clinico San Carlos di Madrid che hanno analizzato i dati di 811 pazienti colpiti da un infarto miocardico con innalzamento del tratto ST – un particolare tipo di attacco di cuore causato da un blocco dell’afflusso di sangue per un periodo prolungato – ricoverati nel reparto di cura coronarica dell’ospedale spagnolo tra il 2003 e il 2009.
I ricercatori hanno calcolato a che ora i pazienti hanno avuto l’infarto, per poi rilevarne la gravità: e hanno calcolato che il maggior numero di soggetti ricoverati (269) lo aveva avuto tra le 6 e mezzogiorno, 240 lo avevano avuto tra le 12 e le 18, 161 tra le 18 e mezzanotte e altri 141 tra la mezzanotte e le 6 del mattino.
Dall’analisi dei dati è emerso che i pazienti che hanno avuto l’attacco tra le prime luci del giorno e la fine della mattinata sono risultati essere quelli con i danni maggiori: in questi pazienti sono infatti stati trovati, rispetto agli infartuati “notturni”, un 20% in più di tessuto cardiaco danneggiato e un livello superiore del 21% di enzimi-spia.

SALUTE.ILSOLE24ORE.COM

Furti in tabaccherie, 7 arresti

0a480a78c6f1d9ded530453bb90a4463.jpgSgominata dai Carabinieri di Bassano del Grappa un’organizzazione responsabile di numerosi furti a pubblici esercizi dell’Emilia Romagna, Lombardia e Veneto: sette gli arresti. La banda prendeva di mira soprattutto le tabaccherie con la tecnica della ‘spaccata’ mediante l’impiego di copri tombini in ghisa. Nel corso della stessa indagine erano stati arrestati il 27 settembre 2 romeni poco dopo aver svaligiato una tabaccheria del bassanese e il 22 dicembre 2010 un altro romeno nel modenese.

ANSA

A Catania i primi permessi temporanei

af7f522cfe8f653fe9070efd1dfaaaf9.jpgPotrebbero essere concessi per la prima volta a Catania i permessi di soggiorno straordinari per motivi umanitari ai migranti in base alla direttiva annunciata ieri dal ministro dell’Interno Maroni. A usufruirne sara’ la meta’ dei circa 1.000 migranti per lo piu’ tunisini, partiti da Lampedusa sulla nave Flaminia e attesi a Catania. Gli altri 500 proseguiranno per Livorno. Il permesso, per la validita’ di 6 mesi, permettera’ a quanti lo chiederanno di poter circolare nell’area Schengen.

ANSA

‘No scontri tra istituzioni e agli strappi mediatici’

b22cc0bdd82f45956199e8ccd62795a1_198104.jpgGiorgio Napolitano ha incontrato stamani il comitato di presidenza del Csm e fra le altre cose ha ricordato, come ha già detto durante la Giornata dell’Informazione che “nella Costituzione e nella legge possono trovarsi i riferimenti di principio e i canali normativi e procedurali per far valere insieme le ragioni della legalità nel loro necessario rigore e le garanzie del giusto processo. Fuori di questo quadro, ci sono solo le tentazioni di conflitti istituzionali e di strappi mediatici che non possono condurre, per nessuno, a conclusioni di verità e di giustizia”.

VIETTI A NAPOLITANO, ASPRO CONFLITTO,INQUIETUDINE CSM –  “Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – si legge in un comuncato diffuso dall’Ufficio stampa del Quirinale -, ha oggi ricevuto al Quirinale il Comitato di Presidenza e una rappresentanza del Csm per la consultazione da tempo richiestagli su questioni specifiche di ordinamento dei lavori del plenum del Consiglio. Il Presidente ha convenuto sui criteri già adottati in quanto coerenti con il tendenziale superamento di tradizionali rigidità nei rapporti tra i componenti del Consiglio per effetto delle diverse appartenenze elettive”. “Successivamente il Capo dello Stato si è intrattenuto con il Vice Presidente e i componenti di diritto del Comitato di Presidenza del CSM che gli hanno espresso la preoccupazione e l’inquietudine del Consiglio e della magistratura per l’aspro conflitto istituzionale in atto”. “Il presidente della Repubblica, nel riservarsi di cogliere l’occasione opportuna per partecipare nuovamente al plenum del Csm, ha richiamato le sue recenti dichiarazioni in occasione della Giornata dell’informazione, allorché ebbe modo in particolare di porre in evidenza che ‘nella Costituzione e nella legge possono trovarsi i riferimenti di principio e i canali normativi e procedurali per far valere insieme le ragioni della legalita’ nel loro necessario rigore e le garanzie del giusto processo. Fuori di questo quadro, ci sono solo le tentazioni di conflitti istituzionali e di strappi mediatici che non possono condurre, per nessuno, a conclusioni di verità e di giustizià”.

ANSA

Sarah, il verbale della supertestimone La difesa lo smonta: “Non è credibile”

sarah.jpgIn questa storia, nera, di morte, colori e dubbi ci sono solo due certezze: la morte di Sarah, una ragazzina che aveva tanti sogni e tanto cuore, e la responsabilità dello zio orco, Michele Misseri che oggi in tanti cercano di trasformare in santo, ma che ha confessato un omicidio per due volte, poi ha ritrattato in una maniera assai poco convincente con un interrogatorio lungo trecento pagine in cui raramente riesce a ripetere la cosa detta alla riga prima.

Ma comunque sia andata, anche se gli vogliamo credere, è comunque un mostro, che ha confessato di nuovo la violenza più orrenda, quella su un corpo ormai senza anima, senza occhi che guardano per ricordarti l’orrore di cui ti stai macchiando. E in questa storia che ancora non ha un finale in tanti parlano convinti di sapere, felici di far parte del plotone di esecuzione di Sabrina, ragazza scomposta, caciarona, rumorosa, amante delle telecamere, sempre una frase sbagliata al momento sbagliato, ma che ancora nessuno ha accertato essere colpevole di aver ucciso.

Non ci sono prove, se non una chiamata in correità che non dovrebbe avere seguito visto che una sentenza delle sezioni Unite della Cassazione, ha più sancito che, perché sia valida una chiamata in correità, ci devono essere costanza coerenza precisione e spontaneità, elementi che in questo caso, evidentemente non ci sono. E solo dopo si devono cercare riscontri esterni.

Ma sono tante le cose che non tornano: le testimonianze che dovrebbero inchiodare Sabrina, per esempio, come la supertestimone tenuta nascosta fino ad oggi, una signora che è stata cliente di Sabrina e che ha raccontato che il giorno della scomparsa, e purtroppo della morte di Sara, lei era a casa Misseri per una ceretta.

Ha detto che Sabrina mandò messaggi a Sara per farla venire ma quella mattina dal cellulare di Sabrina non sono partiti messaggi se non un sms prima delle 8 e uno dopo le 13. La testimone ricorda che Sarah arrivò alle 9,10 e che aveva un umore nero, aria di lite con la cugina. Anche se la badante rumena che viveva con Sarah e famiglia (per curare il nonno) ha detto che la ragazzina quel giorno si è svegliata alla 10.

Sempre la supertestimone assicura che il giorno in cui Michele Misseri è stato arrestato, lei ha visto Sabrina in giardino che piangeva e che le avrebbe confidato, secondo quanto riporta un’agenzia di stampa: «Papà ha confessato, io più brava».

In realtà le cose non stanno esattamente così, visto che nel verbale c’è scritto altro. Sabrina secondo il ricordo della cliente avrebbe detto: «Dopo tante ore che mi hanno messo sotto torchio avrei detto anche io che ucciso Sarah e dove l’ho messa ma non l’ho detto! «La signora allora le avrebbe chiesto: «Ma come fai a dire una cosa del genere se non la hai fatta?». Sabrina, le spiega: «Anna dopo tante ore dici la verità e basta!». E ancora: «Anna dopo tante ore viene quella cosa di dire la verità…di finire là…così finisce tutto….ma io non l’ho fatto!». E a leggere questo scambio – sempre che sia vero visto che Sabrina nega ma sopratutto Ivano assicura che Sabrina, quella sera, è subito uscita con lui, per andare al luogo dove ritrovarono il corpo di Sarah – l’interpretazione è doppia.

Perche può essere anche lo sfogo di una figlia che si rende conto che dopo tutte quelle ore il padre è crollato e ha detto la verità, lei non è crollata semplicemente perché non aveva niente da confessare. Insomma, una storia dalla doppia lettura, sempre, con continui colpi di scena e difesa e accusa che si inseguono. Anche i periti litigano. Per il consulente della Procura, professor Strada, l’arma del delitto sarebbe una cintura. Mentre per quello della difesa di Sabrina, Enrico Risso, è più probabile che sia una corda e comunque non ci sono affatto su quel poco che rimane del collo della ragazze le impunture di una cinta. E mentre Strada crede a Michele Misseri quando dice che quei graffi sul braccio se li è fatti con le canne a becco della campagna, Risso pensa che possano benissimo essere i segni della resistenza opposta da Sarah. Prossima tappa di questo giallo venerdì prossimo con l’interrogatorio di Misseri in incidente probatorio. Quale altra versione darà?

LASTAMPA

Clima: top 10 dei luoghi da visitare ora

522c5f24ab09ec1a7d214025d36358fa.jpgAspiranti viaggiatori ‘sbrigatevi’ prima che i cambiamenti climatici distruggano per sempre alcuni dei luoghi piu’ belli della Terra.L’invito arriva dal sito ambientalista Mother nature network che elenca le 10 meraviglie del nostro pianeta da visitare, ‘in fretta’, prima che scompaiano dalla carta geografica a causa dei cambiamenti climatici. Nella top ten dei tesori in pericolo c’e’ anche l’Italia, con Venezia e i ghiacciai delle Alpi. E ancora la barriera corallina, le Maldive e l’Alaska.

ANSA

Salerno, lavori per trasferimento acqua

c1265d996cae59972d510447c35ead53.jpgSi sapra’ nella tarda mattinata se sara’ possibile risolvere il problema dell’erogazione idrica, almeno per 2 ore al mattino, nella zona orientale di Salerno.

L’unita’ di crisi, con i tecnici della ‘Salerno Sistemi’, la societa’ che gestisce l’erogazione idrica nel capoluogo sono all’opera per risolvere il problema con la realizzazione di raccordi che garantirebbero il trasferimento di acqua nei serbatoi che domani dovrebbero rimanere a secco. Tra possibili soluzioni anche un ‘by pass’.

ANSA

Birmania, liberata Aung San Suu Kyi

0LBTNSCF--140x180.jpgAung San Suu Kyi è finalmente libera: è apparsa ai cancelli della sua abitazione e ha salutato commossa la folla di sostenitori che si era radunata appena si era diffusa la notizia a Yangon. Oggi scadevano i 18 mesi di arresti domiciliari, che le erano stati inflitti per il tentativo di raggiungerla da parte di un americano, dopo la condanna a precedenti sette anni che le erano stati comminati dalla giunta birmana, che sommati a ulteriori condanne hanno portato a quasi 15 gli anni di arresti domiciliari per il premio Nobel per la pace

MIGLIAIA AD ACCOGLIERLA – La notizia si è subito diffusa tra i sostenitori della leader dell’opposizione birmana, che sono accorsi in migliaia davanti alla sua abitazione per festeggiare la liberazione, che è avvenuta la settimana dopo le elezioni-farsa (secondo gli osservatori occidentali) volute dalla giunta militare. I primi a entrare nell’abitazione di Aung San Suu Kyi sono stati il suo medico personale e il legale, il quale il 30 settembre, quando era stata annunciata la liberazione della donna per il 13 novembre, aveva dichiarato: «Ci crederò quando la vedrò». Funzionari birmani sono entrati nell’abitazione di Aung San Suu Kyi verso le 17 (le 11,30 in Italia) per leggerle l’ordine di liberazione emesso dalla giunta. «Adesso è libera», ha detto il responsabile birmano anonimo.

LE PRIME PAROLE – Il Nobel è poi apparso ai cancelli della sua abitazione. «Dobbiamo lavorare assieme per raggiungere il nostro obiettivo», sono state le prime parole di Suu Kyi, la quale ha chiesto ai suoi sostenitori di riunirsi domenica a mezzogiorno (alle 6,30 in Italia) al quartier generale del suo partito, la Lega nazionale per la democrazia (Lnd), per ascoltare il suo primo discorso ufficiale. «C’è un tempo per restare tranquilli e un tempo per parlare», ha concluso prima di ritornare in casa per un incontro con i dirigenti della Lnd.

ITALIA – Per il ministero degli Esteri italiano la liberazione di Aung San Suu Kyi «è il frutto dell’azione di sostegno e di ininterrotta solidarietà espressa dalla comunità internazionale: un’azione che ha visto impegnata l’Italia, la Farnesina e il ministro Frattini personalmente, e l’Ue nelle sue diverse articolazioni, incluso il rappresentante speciale dell’Ue on. Fassino», ha detto il portavoce della Farnesina Maurizo Massari, che «auspica che la liberazione rappresenti un primo segnale di apertura del governo di Rangoon per avviare un dialogo con l’opposizione e un processo di apertura sul fronte delle libertà democratiche e il rispetto dei diritti che è fortemente auspicato dalla comunità internazionale». Il rilascio di Aung San Suu Kyi è «un passaggio essenziale e decisivo per la Birmania», ha dichiarato a Sky Tg24 Fassino, inviato speciale dell’Unione Europea per la Birmania.

CORRIERE

I detenuti a Sabrina: “Non mollare, resisti” Sospetti anche su mamma Cosima

535891-avetrana.JPG“Non mollare, resisti perché c’è tanta gente innocente in carcere”. Questo il contenuto di una lettera, pubblicata sulla ‘Gazzetta del Mezzogiorno’, scritta dai detenuti del carcere di Taranto e indirizzata a Sabrina Misseri, la ragazza ventiduenne rinchiusa nel penitenziario perché sospettata di aver aiutato il padre, Michele, reo-confesso, a uccidere la cugina, Sara Scazzi.

Intanto la pioggia di questa mattina ha fermato i ‘turisti dell’orrore’ che in questi giorni si sono recati a vedere il garage dove è stata uccisa la quindicenne e la casa dei Misseri, tanto che nella zona di via Grazia Deledda ad Avetrana sono dovuti intervenire i vigili urbani.

 

SOSPETTI SU  ZIA  COSIMA- Un sospetto degli investigatori è che la zia di Sarah e madre di Sabrina, Cosima Misseri, sapesse qualcosa. La donna che non è indagata e ieri è stata interrogata per tre ore in procura a Taranto, secondo alcune ipotesi potrebbe aver potuto sapere cosa era accaduto quel terribile 26 agosto ad Avetrana. Ovviamente si potrebbe pensare che abbia tentato di coprire in qualche modo il marito e la figlia, al momento per altro non sembrano esserci riscontri e Cosima Misseri non risulta indagata.

 

L’INCHIESTA – E, mentre si attende la decisione del gip sulla richiesta di scarcerazione avanzata dai legali di Sabrina Misseri che, nonostante le rivelazioni del padre, continua a negare ogni addebito, il giallo sulle responsabilità nella morte di Sarah sembra infittirsi quanto meno per una serie di dettagli assolutamente non marginali: a cominciare dal coinvolgimento di Sabrina che secondo l’accusa avrebbe attirato la cugina quindicenne nel garage e in qualche modo avrebbe aiutato il padre ad ucciderla per evitare che potesse rivelare le molestie subite dallo zio. Stando alle rivelazioni del legale di Michele Misseri il suo assistito vorrebbe rettificare nuovamente, si tratterebbe della sesta versione dei fatti, la sua confessione almeno nella parte relativa alla violenza sessuale.

Il procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, durante la conferenza stampa all’indomani del fermo di Sabrina, si era limitato a parlare di “motivi intrafamiliari” per quanto concerne il movente dell’omicidio, di certo il mistero, almeno per quello che se ne sa oltre la cerchia dei responsabili delle indagini , non sembra dipanarsi, come in un giallo con continui colpi di scena, rivelazioni, dichiarazioni contraddittorie, ritrattazioni, il tutto in una sovraesposizione dei protagonisti che solo fino a qualche giorno addietro non mancavano di concedere interviste, partecipare a talk show, con una partecipazione popolare incredibile.

QUOTIDIANO.NET