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Download Google Hearth 6

E’ disponibile la nuova versione di Google Hearth, il software che ci permette di visualizzare edifici, strade, ed il resto del mondo con un semplice click.

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Nella nuova versione, possiamo notare che sono presenti gli alberi nelle strade e sono presenti le date nelle fotografie scattate dal satellite.

Inoltre possiamo visualizzare edifici storici, viaggiare sulla Luna, su Marte e viaggiare nel cielo!

CLICCA QUI PER SCARICARE GOOGLE EARTH 6

Come personalizzare Facebook gratis

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Ammettilo, anche Facebook ti ha stancato! Ormai ogni volta che commenti lo stato dei tuoi amici, chiacchieri o condividi delle foto con loro, hai la sensazione che ti manchi qualcosa. Avresti proprio bisogno di qualche novità in grado di farti ritornare la voglia di passare un po’ di tempo sul social network più famoso del mondo. Beh, ma allora che aspetti a provare Social Plus?

Social Plus è un componente aggiuntivo per tutti i principali browser Web (Internet Explorer, Mozilla Firefox e Google Chrome), che permette di personalizzare Facebook gratis, aggiungendo a quest’ultimo funzionalità quali i temi personalizzati, il pulsante non mi piace, i voti agli stati degli amici e tantissimo altro ancora. Provalo e sarà tutto un altro Facebook!

Innanzitutto, collegati al sito Internet di Social Plus, metti il segno di spunta accanto alla voce I have read and agreed to the Terms of use e clicca sul pulsante Download per accettare le condizioni di utilizzo e scaricare il programma sul tuo PC. A scaricamento ultimato apri, facendo doppio click su di esso, il file appena scaricato (socialplus.exe) e, nella finestra che si apre, fai click prima su OK per confermare l’utilizzo della lingua inglese (l’italiano non c’è) e poi su Next per quattro volte consecutive, Install e Finish per terminare il processo d’installazione e avviare Social Plus.

A questo punto, utilizza il tuo browser preferito (es. Internet Explorer) per accedere al tuo account di Facebook e noterai subito diversi cambiamenti. Troverai dei nuovi pulsanti per formattare il testo nello spazio per aggiornare il tuo stato (grassetto, corsivo, sottolineato, barrato e colore), la possibilità di votare gli aggiornamenti di stato dei tuoi amici con delle stelline presenti accanto ad ogni messaggio, il pulsante Non mi piace per esprimere il tuo dissenso verso i post dei tuoi amici e le faccine (smilies).

Puoi anche visualizzare una versione ingrandita delle foto senza prima aprirle, posizionando il cursore del mouse sulla piccola icona che compare al loro interno, e trascinare la finestra della chat in qualsiasi punto della pagina.

Social Plus permette anche di modificare l’aspetto di Facebook. Clicca quindi sulla voce SocialPlus! collocata nella parte alta a destra della pagina e seleziona la voce Manager delle skin del profilo dal menu che si apre.

Adesso, seleziona la skin che più preferisci dalla lista che compare (ne verrà visualizzata automaticamente un’anteprima), metti il segno di spunta accanto alla voce Extend my skin to all pages per far sì che la skin venga applicata a tutte le pagine di Facebook e clicca sul pulsante Salva la mia skin per salvare i cambiamenti.

Per filtrare i contenuti della tua pagina di Facebook, fai click sulla voce SocialPlus! collocata nella parte alta a destra della pagina e seleziona la voce Filtri dal menu che si apre. Metti quindi il segno di spunta accanto alle voci degli elementi che desideri vengano eliminati dal tuo Facebook (es. gruppi o pagine aggiunti dagli amici, gli eventi a cui partecipano gli amici, gli aggiornamenti sulle relazioni degli amici, ecc.) e clicca sul pulsante Salva questo filtro per confermare le tue scelte.

Puoi anche abilitare e disabilitare le varie funzionalità di Social Plus, cliccando sulla voce SocialPlus! collocata nella parte alta a destra della pagina e selezionando la voce Settings dal menu che si apre. Togli quindi i segni di spunta dalle voci relative alle funzioni di Social Plus che intendi disabilitare (es. faccine, skin, voti, ecc.) e clicca sul pulsante Salva le mie opzioni per salvare i cambiamenti.

FONTE: aranzulla.tecnologia.virgilio.it

La Cina dichiara guerra alla Rete

C_0_articolo_478058_listatakes_itemTake_0_immaginetake.jpgViolate alcune caselle e-mail di giornalisti di istanza in Cina e a Taiwan. Benché non si sia ancora certi che questi attacchi siano stati voluti dal governo di Pechino sono troppe le somiglianze con quelli recenti perpetrati ai danni di Google e che hanno dato il via ad una querelle tra le autorità e Big G, convincendo quest’ultimo a lasciare progressivamente il mercato cinese.

Dopo Google è ora Yahoo a finire sotto il fuoco nemico. Il Foreign Correspondant Club of China (FCCC) ha comunicato che sono almeno otto le caselle e-mail di altrettanti giornalisti ad essere state violate. Nello stesso istante avverte i propri membri di preferire altri canali di comunicazione, soprattutto se stanno trattando temi che il governo cinese ritiene essere sensibili, poiché l’e-mail, almeno in Cina, non è uno strumento sicuro.

Il sito dell’FCCC proprio mentre stiamo scrivendo questo articolo è inaccessibile (http://www.fccchina.org/). Sale così il numero di attacchi a siti ritenuti “ostili”, tra i quali non solo i due colossi americani ma anche diverse organizzazioni non governative attive nell’ambito della difesa dei diritti umani. Clifford Coonan, corrispondente dalla Cina per “The Times” e “The Indipendent” ha riferito di avere avuto problemi con il proprio account Yahoo e, dopo avere contattato l’assistenza, gli è stato detto che, per questioni di sicurezza, è stato disabilitato e poi ripristinato.

Sempre secondo Coonan gli è stato sconsigliato di continuare ad usare il proprio indirizzo e-mail Yahoo poiché c’è il rischio che qualcuno sia in grado di monitorare la sua corrispondenza. Sono ancora poche le informazioni a riguardo. Otto mailbox violate non sono sufficienti per lanciare l’allarme, nelle prossime ore si saprà di più e, per altro, se queste violazioni riguardassero anche le caselle di posta di persone che non hanno nulla a che fare con il giornalismo, la faccenda assumerebbe tonalità meno scure. Quello cinese, con oltre 400 milioni di utenti, è il più grande mercato Internet del mondo e questo permette alle autorità di avere il coltello dalla parte del manico perché i colossi del web hanno più bisogno della Cina di quanto questa ne abbia di loro.

Giuditta Mosca

Gmail è tutto un Buzz

Google innesta nuove funzioni che trasformano la sua email in uno strumento di condivisione. Punta al pubblico di Facebook, ma si porta dietro l’ombra di Wave

Google conferma le voci circolate nei giorni scorsi circa una possibile svolta social presentando Buzz, uno stock di nuove funzioni integrate in Gmail che trasformano il servizio di posta di BigG in uno strumento di condivisione per immagini, documenti, notizie e cinguetti presi in prestito da Twitter.

Oltre ad aumentare l’affiatamento con le applicazioni native dell’ecosistema Google, Buzz non si fa problemi ad inglobare contenuti esterni come le immagini da Flickr, di proprietà dell’ex-arcirivale Yahoo!. Spicca tuttavia l’assenza di interazione con Facebook e, visti anche gli ultimi cambiamenti apportati dal social network in blu, ciò potrebbe essere il preludio di un nuovo dualismo all’interno del panorama Web. Trattandosi in entrambi i casi di un cluster di funzionalità e applicazioni riunite in un unico ambiente non sarebbe così improbabile, facendo le dovute proporzioni, che i recenti cambi di rotta impostati sia da Palo Alto che da Mountain View possano portare a una collisione.

 

Attualmente Facebook può contare su 400 milioni di utenti mentre gli account Gmail che Google può mettere sul piatto sono circa 176 milioni. BigG d’altra parte è il fornitore di advertising online più redditizio di un settore in cui Facebook sta invece muovendo i suoi primi passi, avendo preso in carico solo di recente la gestione della pubblicità sulla propria piattaforma.

Ci si chiede quindi quale sia la strategia con la quale BigG intende strappare al social network attualmente più in voga una fetta dei suoi fedelissimi. Con un discorso a margine della presentazione di Buzz, Sergey Brin ha spiegato che durante lo sviluppo questo prodotto è stato provato con soddisfazione dai dipendenti del Googleplex: dichiarazioni molto simili a quelle rilasciate ai tempi del lancio di Google Wave e che potrebbero non costituire una garanzia di successo. Anche in quell’occasione i vertici di Google non avevano esitato a sottolineare di essere stati immediatamente conquistati dallo strumento, il quale però non ha finora ottenuto i risultati pronosticati.

È ancora troppo presto per definire Buzz come un Wave rivisto e corretto per una sorta di reload dopo il fiasco iniziale: sono evidenti tuttavia alcune funzioni proprie di entrambi i servizi che si sovrappongono. Non sembra esserci complementarietà e a questo punto non è chiaro quali siano gli attuali obiettivi che Google intende conseguire mantenendo due servizi simili, anche se basati su piattaforme differenti.

Buzz è condivisione ma anche Wave era stato presentato come il futuro dello scambio di contenuti. Inoltre la scelta del nome per questa novità si presta come bersaglio per le reazioni di Yahoo!, un tempo crocevia del traffico Web che per voce del CEO Carol Bartz ha ricordato in una mail indirizzata a Business Insider di aver attivato oltre un anno e mezzo fa un servizio con funzioni analoghe a Buzz.

Reazioni, non critiche, giungono anche da Redmond dove Dharmesh Mehta, product manager di Windows Live, ha tenuto a sottolineare che gli utenti di Hotmail già da qualche tempo possono fruire di un servizio che integra contenuti provenienti da diverse piattaforme, aggregandoli in Windows Live Mail.

Tuttavia, mentre la concorrenza rilascia comunicati per rendere nota la propria esistenza, Google non perde tempo integrando Buzz in Google Maps (rilasciando app specifica per Android e integrando un layer per browser desktop e mobile), coprendo quindi anche il mercato sul quale sta attualmente concentrando una parte delle sue risorse.

 

Giorgio Pontico

Facebook: dilaga la mania del colore del reggiseno

 

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E’ da qualche giorno che sul celebre social network ha preso vita una strana mania tra i profili delle sole donne. Milioni di utenti si sono chiesti per un pò cosa fossero quei colori scritti nell’aggiornamento di stato di Facebook. Nero, bianco, rosso, questi i colori più gettonati. Ma il mistero è stato svelato: tra gli utenti di sesso femminile sta girando un messaggio che invita ad aggiornare il proprio stato indicando il colore del reggiseno indossato in quel momento. Inoltre il messaggio dice: “Sarà divertente vedere quanto tempo ci metteranno gli uomini prima di domandarsi perché le donne hanno un colore nel loro status”.

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UN VIRAL MESSAGE POSITIVO – Non è certamente il primo caso dei cosiddetti viral message, ovvero quei messaggi che si trasmettono in rete come virus. L’ideatore di questa specie di gioco ha voluto escludere dalla catena il genere maschile della popolazione, ma c’è un perchè. Sembra che ci sia un valore sociale in tutto questo, in quanto scrivendo il colore del reggiseno si appoggerebbe una non precisata campagna per la prevenzione del cancro al seno. Non è ancora chiaro chi sia stato a lanciare il primo passaparola, ma qualche blogger americano afferma che tutto sia partito dagli Stati Uniti, a Detroit. Una portavoce della fondazione Susan G. Komen per la lotta ai tumori al seno ha fatto sapere che la sua istituzione non ha avuto alcun ruolo nell’iniziativa, ma l’ha giudicata “un ottimo modo per far crescere la consapevolezza fra le donne: speriamo che reagiscano andando a farsi una mammografia”. Per una volta facebook è stato testimone di un gesto positivo, proprio in un periodo in cui veniva visto come diffusore di contenuti violenti e minacciosi.

Windows 7, settare tutto quello che si vuole con la “God mode”, ecco come fare

Free-Windows-7-RTM-Ultimate-Steve-Ballmer-Edition-in-Every-Windows-7-Party-Pack-2-300x225.jpgModalità Dio? Di solito si sente dire questo nome nei videogiochi per attivare quei trucchi che ci rendono invincibili o ci danno tutte le armi e roba simile. Beh, anche Microsoft si è dodata di una “God mode” per il suo nuovo sistema operativo. Solo che non saremo invincibili o con tante armi in Windows 7, ma avremo la possibilità di settare tutto quello che vogliamo a riguardo del pannello di controllo, tramite una semplice cartella virtuale.

Infatti la “God Mode” ci permette in maniera veloce di impostare a nostro piacimento tutte le funzionalità a cui normalmente si accede dall‘applet di controllo. Questo strumento è stato reso pubblico da Ina Fried su CNET e sarà molto utile sia agli amministratori di sistema, sia ai più semplicemente noti “smanettoni”. La cartella virtuale è di semplice accesso con le voci suddivise a secondo che si tratti di Account utente, Audio, Centro operativo, Opzioni cartella, Mouse e varie.

Come utilizzare tutto ciò? Semplice. Basta creare una cartella dovunque vogliamo e rinominarla GodMode.{ED7BA470-8E54-465E-825C-99712043E01C}. Fatto questo, la cartella diventerà il nostro pannello di controllo personalizzabile. Questa speciale funzione, non è tenuta nascosta in Windows, ma deriva dai CLSID del filesystem e dalla cartella di shell All Tasks; Quest ultima è quella utilizzata dal sistema per visualizzare le ricerche nel menù Start.

Infine, la “God mode” è utilizzabile anche per il sistema Vista, ma nelle versioni a 64bit potrebbero verificarsi dei fastidiosi crash.

Giuseppe Greco

STASERA SU TWITTER E FACEBOOK SI TENTERÀ ‘IPNOSI DI MASSA’

20100104_hughes.jpgUn ipnotizzatore britannico tenterà stasera di indurre in uno stato di trance un numero record di persone utilizzando i network sociali Facebook e Twitter. Oltre 6.000 persone in tutto il mondo, tra cui moltissimi italiani, si sono iscritti per prendere parte all’esperimento di Chris Hughes, il 34enne di Banbury, nell’Oxfordshire, che da cinque anni a questa parte si dedica all’ipnosi. «Nessuno ha mai tentato una cosa del genere su una scala così grande», ha detto Hughes, aggiungendo: «Da quando abbiamo lanciato il progetto, si sono iscritte persone da 85 Paesi, dal Perù a Israele, e gli italiani, i britannici e gli americani sono emersi come i più interessati».

L’esperimento, chiamato SocialTrance, organizzato in concomitanza con il World Hypnotism Day, avrà inizio alle 20.30 (21.30 in Italia) e per parteciparvi è necessario essere dotati di un computer con una connessione a internet affidabile, dotato di altoparlante o auricolari e di trovarsi in un luogo confortevole e tranquillo, dove non si viene disturbati.

Server Emule Sicuri – I miglori server per il 2010 – Scarica sicuro!

Ecco la lista dei migliori server emule sicuri 2010 aggiornata per il 2010 – Sono selezionati i server emule 2010 con maggior numero di persone collegate e quindi con maggiori fonti e quindi avere piu’possibilità di trovare i file che desiderate  .

 

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Server emule sicuri 2010  – Server Emul Sicuri Gratis – Server Emule Sicuri 2010

 

 

 

Per inserie manualmente i server basta cliccare su “Nuovo Server” presente nella tab “Server” ed inserire IP e PORTA a seconda dei server che vogliamo aggiungere.:

  • Razorback 3.0 IP:85.17.52.92 porta:5000;
  • Razorback 3.1 IP:193.138.205.25 porta:5000;
  • Razorback 3.2 IP:85.17.52.124 porta:5000;
  • !! Saugstube !! IP:193.138.221.214 porta:4242;
  • # eMule Serverlist Nr.1 # IP:193.138.221.213 porta:4242;
  • # eMule Serverlist Nr.1 # IP:193.138.221.210 porta:4242;
  • eDonkeyServer No1 IP:77.247.178.244 porta:4242;
  • www.UseNeXT.to IP:80.252.110.146 porta:4661.

 

Mentre se vogliamo aggiornare i server automaticamente è necessario inserire l’indirizzo dove eMule dovrà collegarsi in automatico e scaricare la lista aggiornata ogni volta che andiamo a collegarci

  • http://www.gruk.org/server.met
  • http://peerates.net/servers.php
  • http://emule-servers.com/server.met

Occhio ai virus/ McAfee: Facebook e Twitter saranno al centro degli attacchi degli hacker nel 2010

virus_facebook1.jpgL’attenzione per Facebook e Twitter crescerà ancora nel 2010. Anche da parte dei cybercriminali. Lo ribadisce il nuovo report dei McAfee Labs, che mette in guardia anche sulle potenziali minacce per gli utenti di prodotti Adobe come Reader e Flash, nonché per i rischi del nuovo sistema operativo annunciato da Google.

David Marcus, responsabile della ricerca sulla sicurezza e delle comunicazioni di McAfee Labs, ci si attende una vera e propria esplosione di malware “dedicati” a Facebook: sono numerosi gli spammer che inviano a ignari utenti false applicazioni di Facebook che, una volta installate, danno agli hacker pieno accesso ai dati degli utenti sul social network. La raccomandazione è quella di installare applicazioni di Facebook esclusivamente attraverso l’apposito tool di installazione all’interno della pagina di gestione del proprio account sul social network.

Anche Twitter è vulnerabile, soprattutto quando viene associato a servizi di abbreviazione delle URL come bit.ly o tinyurl.com, potenzialmente pericolosi in quanto chi clicca su una URL abbreviata non ha idea di quale pagina andrà ad aprire e potrebbe quindi approdare su siti “maligni”, di quelli – per intendersi – che tentano di installare automaticamente virus e malware sui pc dei visitatori. Twitter, secondo McAfee, sta anche diventando un veicolo di controllo per le botnet, le reti di computer messe insieme dagli hacker (spesso all’insaputa dei proprietari dei computer stessi) per realizzare attacchi informatici su vasta scala attraverso internet.

Intanto i prodotti Adobe, soprattutto Reader e Flash, stanno sottraendo a Microsoft Office il poco ambito scettro di software più colpito dagli hacker a causa della loro crescente diffusione: “I cattivi ragazzi vanno dove vanno le masse”. Ecco quindi che si diffondono in Rete i documenti pdf infetti, che una volta aperti aprono siti che scaricano malware sui computer dei malcapitati utenti. Non a caso, Adobe ha pianificato il rilascio di una patch di sicurezza per Reader e Acrobat per il prossimo 12 gennaio.

Intanto si fanno largo le prime preoccupazioni per Chrome Os, il sistema operativo annunciato da Google nei mesi scorsi e atteso nel 2010: essendo basato sul web, Chrome Os sarà probabilmente vulnerabile agli attacchi realizzati nel codice Html 5, la più recente versione del linguaggio di ipertesto utilizzato per le pagine internet.

Altro motivo di allarme è l’evoluzione dei “trojan”, i software che si nascondono sul pc “mascherati” in programmi apparentemente “buoni”: sempre più spesso i nuovi trojan ricorrono a tecniche “rootkit” per installarsi sul pc della vittima e disabilitare eventuali antivirus.

Il report dei McAfee Labs si chiude comunque con una ventata di ottimismo: il 2009 è stato infatti un anno positivo sul fronte della lotta agli hacker. A novembre il Dipartimento di Giustizia statunitense ha incriminato nove persone di nazionalità russa, moldava ed estone, accusate di essere responsabili di truffe informatiche per un valore complessivo di 9 milioni di dollari; nel corso dell’anno, inoltre, è stato condannato Alan Ralsky, cittadino dei Michigan che si era guadagnato il soprannome di “padrino dello spamming”. L’importante è non abbassare la guardia.

Affaritaliani.it

Diacono del Salernitano su Facebook

Chiede a Papa e Congregazione clero:’riducetemi a stato laico’

8912e817333349e185e74ea6bd41c869.jpgUn diacono di 46 anni di Agropoli pubblica su Facebook la sua richiesta di riduzione allo stato laicale rivolta con una lettera al Papa. Inviata il 29 giugno al Pontefice, alla Congregazione per il clero e al vescovo di Vallo della Lucania, la lettera fa bella mostra di se’ nella pagina di apertura del profilo. Nella missiva il diacono scrive tra l’altro: E’ stata una scelta molto sofferta, pregata e meditata. La Chiesa voluta da Gesu’ non si riflette piu’ nella Chiesa Cattolica’.

Ansa