04/10/2010

Marotta: «Juve, lavoro Del Neri comincia a dare frutti»

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Il dg: «Gigi è un tecnico esperto che riesce a gestire le situazioni al meglio. Del Piero? Un esempio per tutti: è il capitano, un'icona bianconera e così viene considerato da tutti noi»

Un pareggio che piace in termini di classifica, una vittoria sul piano del fair play. Inter-Juve non ha regalato i tre punti a nessuna delle due contendenti, ma non sono mancati spettacolo e correttezza in campo: a questo plaude, all'indomani del derby d'Italia il direttore generale bianconero Giuseppe Marotta: «Io credo che lo sport sia fenomeno sociale, e ieri abbiamo assistito a uno spot positivo - ha detto ospite di Radio anch'io lo sport -. Sottolineo l'armonia tra le squadre e la direzione arbitrale che ha fatto trascorrere una piacevole serata. I giocatori sono professionisti seri e hanno capito che il loro impegno non doveva solo essere tecnico-agonistico ma anche sul piano del fair play: i giocatori della Juve sono stati all'altezza e siamo felici che al di là della bella prestazione abbiamo conseguito anche questo risultato».

TECNICI
- Complimenti anche al tecnico nerazzurro Benitez «un professionista che sa di calcio, ma sa tenere un comportamento etico notevole: gli allenatori hanno fatto di tutto per ricondurre tutto sul giusto piano». Dopo un avvio di stagione in sordina la Juve sembra ora aver preso la strada giusta. «La squadra si è molto rinnovata seguendo le linee guida della proprietà - spiega Marotta -: abbiamo abbassato il profilo d'età e abbassato quello degli stipendi creando così un modello. Ritengo che dopo due mesi il lavoro di Del Neri sta dando i propri frutti. Quando un giocatore o un dirigente indossa la maglia della Juve sa di portare addosso anni di storia gloriosa».

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30/09/2010

Iaquinta acrobata: «Mi ispiro a Ibra»

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L’attaccante bianconero cerca un gol in rovesciata: «Zlatan mi stimola: è 1.90 e si muove come Pizarro. Ruberei qualcosa anche a Miccoli: m’impressiona per la classe, i progressi e la facilità di esecuzione».

Vincenzo ciondola di qua e di là trascinando il trolley di ordinanza, nerissimo, con il cognome stampigliato sopra e lo stemma della Juventus in bella mostra. Movimento lento. Vincenzo saluta chi lo saluta alzando appena il sopracciglio, infilato nei suoi pensieri mattutini, i capelli imprigionati in una colata di gel, barba strategicamente incolta. Stasera gioca, Vincenzo. Che di cognome fa Iaquinta e che qui in Inghilterra ha un discreto seguito. Lo volevano, quest’estate. E per un po’ se n’era parlato, poi il mercato bianconero ha preso altre direzioni e il suo destino si è incatenato a Torino, con la prospettiva di un contratto (magari) da riesplorare. Ahi ahi, argomento delicato: calma e gesso, vedremo: «Io sono un attaccante moderno, corro molto, mi rendo utile alla squadra. Forse è il motivo per cui piaccio agli allenatori», lo spot di se stesso, non urlato ma messo insieme con un filo di voce. Ci sta, dai, mica offende qualcuno.......

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