22/04/2012
UKH2 Mobility e il futuro delle auto a idrogeno
Buone notizie per i fautori del motore a idrogeno: il governo inglese ha lanciato un progetto per la costruzione di una nuova generazione di veicoli con celle a combustibile (fuel cell) alimentate a idrogeno.
Questo progetto si chiama UKH2 Mobility, e ha coinvolto tredici aziende private, le quali hanno deciso di condividere le loro ricerche ingegneristiche in materia per superare gli ostacoli posti dal motore a idrogeno.
E’ passato più da un decennio da quando la Honda ha lanciato uno dei primi modelli con celle a combustibile, la FCX (successivamente ripresa in versione Clarity nel 2007). L’idrogeno viene fatto reagire con l’ossigeno all’interno delle celle a combustibile, producendo energia che va ad alimentare un motore elettrico. La tecnologia a idrogeno elimina la necessità dei combustibili fossili, dal momento che l’idrogeno può essere prodotto anche attraverso energia eolica, idrica e nucleare. Inoltre, il motore elettrico non rilascia anidride carbonica nell’atmosfera, limitando l’impatto ambientale del veicolo. Tuttavia, l’idrogeno comporta numerosi problemi, tra cui la difficoltà di contenimento, il peso e l’inefficienza dei processi di produzione d’energia.
L’industria automobilistica ha opinioni divergenti sulla questione dei motori a idrogeno. Mentre la Honda ha continuato a investire nel settore, Ford e Renault-Nissan hanno abbandonato l’impresa, citando i costi troppo elevati che renderebbero impossibile la vendita di modelli a idrogeno. La stessa FCX Clarity è disponibile solo a Los Angeles, dove dieci esemplari vengono noleggiati a privati per 600 dollari al mese. Anche General Motors ha ridotto l’investimento nel programma di ricerca per la tecnologia a idrogeno, pur mantenendo alcuni progetti in corso. Le aziende automobilistiche hanno iniziato a investire maggiormente negli ibridi, come Insight e Accord della Honda, Prius e Camry della Toyota e Touareg della Ford, mentre le auto a idrogeno sono state relegate all’ambito della ricerca.
Segnali di controtendenza giungono invece dall’Inghilterra, dove Lotus Cars ha avviato la costruzione di tassì a idrogeno per Londra, dove verranno installate dieci stazioni di ricarica apposite. La capitale inglese ha investito anche nello sviluppo di autobus a idrogeno, che dovrebbero essere disponibili in tempo per le Olimpiadi del 2012. Infine, il lancio del progetto UKH2 Mobility è un chiaro segnale d’interesse per la tecnologia a idrogeno da parte del governo.
Gli ingegneri di UKH2 non si limiteranno a cercare soluzioni per i veicoli a idrogeno, ma anche per la riduzione dell’inquinamento causato dal traffico. L’Inghilterra spera di diventare il leader di mercato nel settore dei veicoli a emissioni ridotte, e ha già investito quattrocento milioni di sterline a questo scopo. Secondo un portavoce governativo, le auto a idrogeno sono state selezionate in particolare perché consentono di fare il pieno in pochi minuti, offrono una percorribilità paragonabile a quella di veicoli tradizionali e non rilasciano anidride carbonica durante la guida.
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Ciao anche tu hai problemi di accesso su myblog?
Scritto da: diavolodelmare | 23/05/2012
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