Verona, ventenne fa a pezzi il padre e lo butta nella spazzatura

VERONAO1G.jpgÈ stata la puzza terribile che proveniva dal garage a insospettire i vicini di casa della famiglia Zorzi spingendoli a chiamare la Polizia, anche alla luce del fatto che da qualche giorno da quella casa, dove le liti erano all’ordine del giorno, veniva solo uno strano silenzio. C’è voluto poco affinchè gli uomini delle forze dell’ordine si accorgerssero che nel bidone del rifiuto umido, da cui alcuni vicini esasperati dall’odoraccio avevano intanto estratto dei resti non identificabili come umani, vi erano parti di un corpo umano.

In tutto la scientifica ha repertato cinque pezzi di cadavere: in parte con ancora addosso degli indumenti. Verificato, anche sulla base della confessione di Piergiorgio Zorzi, che si trattava del cadavere smembrato del padre, l’attenzione degli inquirenti è volta a ricostruire l’ambiente familiare in cui la tragedia è maturata, il motivo che ha spinto un giovane di 21 anni a compiere, impugnando una sega, lo smembramento del corpo del padre dopo averlo ucciso.

Secondo i vicini del palazzone della zona di San Massimo, periferia veronese, le liti erano normale routine in quella casa dove il padre non riusciva a rassegnarsi al fatto che il figlio avesse problemi di dipendenze, per cui era stato in comunità, e che fosse senza una occupazione fissa. A peggiorare la situazione di disagio familiare la grave malattia di cui soffriva la madre del giovane, Angela Zorzi affetta da sclerosi multipla. Un delitto quindi maturato in ambito di degrado in un periodo in cui padre e figlio erano rimasti soli in casa dato che la moglie si sarebbe allontanata qualche giorno per far visita alla madre.

Una ricostruzione fredda è quella che Piergiorgio Zorzi ha fatto agli inquirenti dell’omicidio del padre Giorgio. L’ira del 21enne si è scatenata lo scorso 22 maggio: in tv la partita con l’Inter che si aggiudicava una storica tripletta nella stanza accanto un genitore che chiedeva un volume più consono all’ora serale.

Per tutta risposta il figlio della vittima ha reagito prima con due pugni al volto, violentissimi, e poi menando fendenti al padre. Secondo quanto confessato, il giovane avrebbe prima tentato di sgozzare il padre con un primo coltello ma poi, dato che l’arma si sarebbe rivelata insufficiente, allora ecco comparire sulla scena del delitto un coltellaccio da cucina che prima è stato usato per portare un fendente alla gola e poi al fianco.

Sanguinante ed ancora vivo l’uomo colpito dal figlio si è trascinato fino al telefono della stanza da letto. È li che improvvisamente è ricomparso il figlio che ha atteso che il genitore, oramai senza forze, perisse tra atroci sofferenze. Con il cadavere del padre nella stanza accanto il giovane ha raccontato di essere andato a dormire e, il giorno seguente, di aver architettato come sbarazzarsi del corpo.

Un primo tentativo sarebbe stato fatto con il bidone dell’immondizia dove si ripongono ramaglie e sterpi ma il corpo, troppo grande, non passava e perciò ecco nascere l’idea di tagliare gli arti, nello specifico le gambe, usando un seghetto. Completata l’opera i resti sono stati infilati, avvolti in teli, nel bidone. Con discrezione poi il ragazzo ha trascinato il tutto in garage. Dopo nove giorni di decomposizione il puzzo nauseabondo sprigionati dai poveri resti dell’uomo, ha messo in allarme il vicinato portando la Polizia di Verona ad intervenire.

LASTAMPA

Getta dal balcone la figlia di 6 mesi

carabini02g.jpgUna madre, affetta da depressione post-partum, ha gettato dal secondo piano della sua abitazione la figlia di 6 mesi. La bimba ha fatto un volo di sei metri dal balcone.

È accaduto a Passo Corese, in provincia di Rieti. La neonata è stata trasportata, secondo quanto si apprende, in gravissime condizioni nell’ospedale romano Gemelli.

La donna è stata arrestata dai carabinieri. Secondo quanto appreso, Daniela Altamura, 32 anni, originaria di Roma e domiciliata a Passo Corese, in terapia farmacologica per una depressione post-partum, avrebbe confessato di aver gettato la bambina dal balcone. Sarebbero attualmente in corso ulteriori accertamenti prima di procedere al trasferimento della donna al carcere romano di Rebibbia.

«È da anni che lottiamo per far decollare il servizio di assistenza domiciliare della Asl di Rieti ai nuovi nati ed alle puerpere – spiega Antonio Ferraro, presidente di Cittadinanzattiva Rieti – e solo da 6 mesi il servizio, fortemente voluto dalle associazioni, è partito, ma solo per chi partorisce all’ospedale di Rieti. Tutte le altre mamme restano senza alcun tipo di supporto. Sono tanti i casi a rischio come la donna di Passo Corese ed agire sulla prevenzione diventa fondamentale».

LASTAMPA

Torino: romeno ucciso a sprangate per 50 euro

302745-interven.JPGMassacrato a sprangate per 50 euro. È successo nella notte a Torino, vittima un romeno di 48 anni che è morto a causa dei traumi riportati.

L’uomo si trovava nella mansarda in Lungo Dora Firenze in cui vive con alcuni connazionali, quando questi gli hanno affidato 50 euro chiedendogli di andare a comprare della birra e delle ricariche telefoniche.

L’uomo è uscito ma è tornato senza merce e senza soldi. A quel punto è scattata la follia: con spranghe e bastoni lo hanno colpito ovunque, gli hanno rotto gambe e braccia, lo hanno portato fino alla morte.

Due connazionali della vittima sono stati fermati per omicidio dai carabinieri del comando provinciale di Torino che stanno conducendo le indagini.

QUOTIDIANO.NET

Ragazzo gay pestato si appella al premier: “Serve una legge contro l’omofobia”

430630-gay_aggr.JPG“Faccio appello al Presidente Silvio Berlusconi perchè accolga la mia richiesta: l’Italia può dare un segnale di civiltà nel respingere la violenza anche approvando una legge contro l’omofobia”. A parlare è il ragazzo omosessuale pestato e insultato la settimana scorsa – ma la notizia si è saputa solo ieri – da quattro giovani a Roma.

E subito molte voci si sono levate per chiedere la stessa cosa: una legge. Vediamo.

IMMA BATTAGLIA – “Questo – rileva  da parte sua Imma Battaglia, di Gay Project – può avvenire contro l’omofobia con il consenso di tutti e di tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione. In particolare il Presidente Berlusconi che è stato lui stesso vittima di un’aggressione fisica in piazza del Duomo a Milano dovrebbe comprendere chi trovandosi inerme e senza scorte rischia di subire violenza solo perchè gay”.


LA MAMMA DI UN RAGAZZO UCCISO
– “Anche io rivolgo al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi un appello perché si impegni ad approvare al piu’ presto la legge contro l’omofobia”, Afferma Augusta Seganti, madre di Paolo Seganti, ucciso perche’ gay la notte dell’11 luglio 2005 a Roma.
“Lo faccio da madre, perche’ cinque anni fa mio figlio, Paolo Seganti, e’ stato ucciso in modo barbaro proprio perche’ gay e i responsabili non sono mai stati individuati. Presidente Berlusconi – aggiunge Augusta Seganti – lei che sa quanto una madre e un padre amino i propri figli provi a immaginare il senso di vuoto e paura che molti genitori provano, e faccia qualcosa. Sono vicina al ragazzo aggredito la scorsa settimana in via Cavour, vorrei essere li’ per abbracciarlo”.

PAOLA CONCIA (PD) – “Manca la volontà politica di approvare la legge contro l’omofobia di cui si parla da un anno e mezzo. Si sono espressi quasi tutti: ora manca il partito del presidente del Consiglio”, sostiene in una conferenza stampa in piazza Montecitorio, la parlamentare del Pd Paola Concia, relatrice della legge. “A parte il Papa ed il presidente del Consiglio – ha aggiunto – ci siamo appellati a tutti. Non sto scherzando, è la verità. Vogliamo appellarci a tutti perchè noi da soli non ce la facciamo. La Costituzione va difesa sempre, non solo quando si parla di legge bavaglio ma anche quando si tratta di poter amare liberamente”.

ARCIGAY – Per il presidente dell’Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo “ogni volta che c’e’ un’aggressione i politici esprimono il loro dispiacere, ma loro possono fare qualcosa perche’ hanno gli strumenti per approvare la legge”. Marrazzo ha ricordato che stasera alle 21.30 alla Gay Street ci sara’ una fiaccolata e sara’ presente anche il portavoce del Roma Gay Pride 2010, Mattia, che un mese fa fu vittima di un’aggressione su un’autobus.

FABIO EVANGELISTI (IDV) – Il Governo e il Parlamento “devono immediatamente approvare una legge contro l’omofobia”, dice il  presidente vicario del gruppo Idv alla camera, Fabio Evangelisti.
“Il caso del ragazzo aggredito è l’ultimo di una lunga serie. Segno che e’ montato un pericoloso clima d’intolleranza, alimentato anche dalla parte più becera della destra. La politica – osserva il parlamentare – non puo’ restare indifferente a questa spirale d’odio e di violenza, che va arrestata senza piu’’ alcun indugio. E’ una questione di civiltà”.

IGNAZIO MARINO (PD) “Subito la legge contro l’omofobia. Non si protegge la libertà individuale di essere omosessuali con l’indignazione rituale di certo mondo politico e le promesse ripetute con disgustosa puntualità, ad ogni episodio di violenza. Facendo nostra la voce di questo ragazzo che chiede solo venga rispettata quella che, dal secolo scorso, autorevolmente, l’Organizzazione mondiale della Sanità definisce una ‘variante naturale della sessualità’, chiediamo al presidente del Consiglio di dotare il Paese di una legge che preveda un’aggravante nel caso di aggressioni motivate da odio nei confronti di lesbiche, gay e trans”.

“Abbiamo un vergognoso vuoto legislativo – continua  Marino- insieme ad un incredibile crescendo di violenze. Considero questi due, insieme, elementi esplosivi: da una parte credo che senza sanzione non ci sia regola, dall’altra sono convinto che si debba. L’assenza di una legge contro l’omofobia viene infatti sempre più percepita come una forma della sua tacita accettazione. E ciò è intollerabile”.

BENEDETTO DELLA VEDOVA (PDL) – “Il ripetersi di episodi di violenza razzista contro persone omosessuali, deve trovare, oltre all’indignazione, una forte risposta politica ed istituzionale”,  dichiara Benedetto Della Vedova (Pdl), che aggiunge: “È evidente che non sarà una legge contro l’omofobia a mettere fine alle aggressioni e alle discriminazioni, ma è altrettanto chiaro che rinviare l’approvazione del provvedimento a prima firma Paola Concia, che attende di riprendere e completare il suo iter parlamentare, finisce per marcare una insufficiente attenzione al problema ed alla sua gravità”.

QUOTIDIANO.NET

Rifiuti, indagato il sindaco di Palermo

DIEGO_b1--180x140.jpgIl sindaco di Palermo, Diego Cammarata (Pdl), è indagato dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sulla discarica di Bellolampo gestita dall’Amia, l’ex azienda municipalizzata per la raccolta dei rifiuti. Al primo cittadino del capoluogo siciliano vengono contestate ipotesi di reato che vanno dal disastro doloso all’inquinamento delle acque e del sottosuolo, dalla truffa alla gestione abusiva della discarica, fino all’abbandono dei rifiuti speciali. Secondo l’accusa, infatti, Cammarata avrebbe impartito gli ordini su come gestire l’ex municipalizzata e anche la discarica. L’avviso di garanzia, firmato dal Pm Geri Ferrara, è stato notificato al sindaco lunedì mattina.

LA DISCARICA E IL LAGO DI PERCOLATO – Oltre a Cammarata, per presunte irregolarità nella gestione della discarica di Bellolampo sono indagate altre 12 persone: in pratica tutti i vertici dell’Amia dal 2007. Tra questi Gaetano Lo Cicero, fino a pochi mesi fa commissario liquidatore dell’ex municipalizzata, e i dirigenti Aldo Serraino e Giovanni Gucciardo, che si sono alternati nella gestione del sito di Bellolampo. Al centro dell’inchiesta la formazione dell’enorme lago di percolato, il liquido rilasciato dai rifiuti, altamente inquinante, che si è formato nella discarica. Nelle scorse settimane dagli accertamenti disposti dai pm Calogero Ferrara e Maria Teresa Maligno, titolari del fascicolo, era emersa la presenza di solfiti, nitrati e metalli nelle acque di alcuni pozzi della zona. Da qui l’ipotesi che il percolato si sia infiltrato nel sottosuolo e nella falda acquifera. Il percolato, inoltre, sarebbe tracimato a valle, finendo per inquinare il torrente Celona che alimenta il canale Passo di Rigano, le cui acque finiscono nel mare dell’Acquasanta. Proprio per accertare se il torrente e le acque sotterranee siano state contaminate specificamente dal percolato, i pm hanno disposto una serie di analisi tuttora in corso. Verranno prelevati campioni che saranno congelati e inviati in un laboratorio di Milano, unico in Italia a fare questo tipo di accertamenti. I pubblici ministri indagano pure sullo smaltimento delle ecoballe provenienti dalla raccolta differenziata che, invece di essere dirottate nei centri speciali, sarebbero finite in discarica insieme ai rifiuti ingombranti e ai tronchi delle palme uccise dal punteruolo rosso.

IL PRIMO CITTADINO E L’EMERGENZA – L’iscrizione del sindaco Cammarata nel registro degli indagati è soltanto l’ultimo tassello dell’«emergenza rifiuti», una situazione ai limiti della sopportabilità per chi vive a Palermo, costretto a fare i conti con strade invase da cumuli di sacchi d’immondizia ai margini delle carreggiate, e puntuali roghi notturni di cassonetti. Nelle scorse settimane, intorno al nome della discarica palermitana di Bellolampo si erano pronunciati più o meno tutti. I commissari che attualmente gestiscono l’Amia avevano denunciato ancora una volta la situazione critica dell’impianto, dovuta principalmente alla necessità di trovare una soluzione al problema del percolato che sta lentamente saturando la quarta vasca della discarica. I vertici nazionali di Legambiente con una nota chiedevano fosse mantenuta viva l’attenzione su una emergenza che sembrava «destinata all’oblio». Una criticità tangibile, insomma, della quale però nessuno sembrava intenzionato ad assumersi la paternità, dando piuttosto vita ad un continuo botta e risposta tra i palazzi sede dell’amministrazione comunale da una parte, e Regionale dall’altra. Lo stesso sindaco Cammarata alcune settimane fa, sottolineando il «disinteresse» mostrato dal presidente della Regione Raffaele Lombardo nei confronti della vicenda, chiedeva che fosse istituito un tavolo tecnico-istituzionale con il ministero dell’Ambiente, per trovare una rapida soluzione per il problema dello smaltimento dei rifiuti. Una pretesa, quella del primo cittadino di Palermo, cui Lombardo replicava rimproverando «il mancato avvio della raccolta differenziata e la dissipazione – da parte del Comune – delle risorse riservate all’Amia». La decisione del pm Geri Ferrara, dunque, sebbene non sia destinata a risolvere l’emergenza rifiuti a Palermo, appare comunque un atto utile per identificare, una volta per tutte, almeno sulla carta, il responsabile di questa situazione.

«IL GOVERNO LO SOLLEVI DALL’INCARICO» – «Finalmente grazie all’azione della magistratura stanno trovando riscontro le battaglie fatte dal Pd rispetto alle responsabilità diretta del sindaco Diego Cammarata nella gestione dell’Amia, nella nomina dei suoi amministratori e nelle assunzioni»: così il consigliere comunale Saltavore Orlando (Pd) ha commentato l’avviso di garanzia notificato al sindaco di Palermo. «Cos’altro aspetta il governo a sollevare dall’incarico il sindaco di Palermo?» ha chiesto dal canto suo il senatore Fabio Giambrone, commissario regionale siciliano di Italia dei Valori. «Dai brogli alla gestione scellerata dei rifiuti,nonostante il nostro dossier dettagliatissimo consegnato all’assessore Chinnici ed agli organi competenti, – aggiunge il dipietrista – attendiamo una presa di posizione che restituisca chiarezza e legalità al comune di Palermo».

CORRIERE

Flottiglia: sgomento di Napolitano

102462awY_20100524.jpgIl Presidente Napolitano ha espresso sgomento e allarme per il bilancio dell’azione israeliana di questa notte nel Mediterraneo Orientale. Napolitano, nel rivolgere il suo omaggio alla memoria delle vittime, ha auspicato che ‘le ragioni del dialogo prevalgano sulla violenza’, e che ‘si scongiuri cosi’ una ancora piu’ grave spirale di tensioni e di scontri che avrebbe conseguenze esiziali sul travagliato e fragile processo di pace in Medio Oriente’.

ANSA

Eni: Antitrust, ridefinire multa 290 mld

9c7981cbbea7de6981c15bbc0d253295.jpgProcedimento dell’Antitrust per rideterminare la sanzione di 290 milioni all’Eni per abuso di posizione dominante accertato nel 2006. L’Eni aveva interrotto la procedura di potenziamento del gasdotto Ttpc. E’ quanto si legge nel Bollettino dell’Antitrust. Il Tar aveva infatti annullato la quantificazione della sanzione, pur confermando l’impianto del provvedimento. Sia l’Eni che l’Antitrust avevano presentato ricorso al Consiglio di Stato.

ANSA

Pino: dopo Ricky Martin, vivo un incubo

C_2_articolo_1000543_listatakes_itemTake0_immaginetake.jpg“Per avere delle foto con me e Ricky Martin c’è chi pagherebbe un milione di dollari”. Valerio Pino, ballerino di Amici, si sfoga a Di Più: “Dal momento in cui, nell’aprile scorso, due conduttori televisivi spagnoli hanno detto in diretta che io e il cantante abbiamo avuto un’intensa storia d’amore, vivo nell’angoscia”. Pino è già passato alle vie legali per mettere fine a queste voci.

Una rivista americana avrebbe telefonato al ballerino dicendo senza mezzi termini: pensiamo che lei abbia delle immagini mentre vi baciate e vorremmo entrarne in possesso a tutti i costi. Avrebbero sborsato fino a 800mila euro per gli scatti compromettenti.

“Per la mia famiglia tutta questa situazione è pesante, hanno una mentalità conservatrice e sono abituati a vedermi in televisione unicamente mentre faccio il mio lavoro” dice Valerio. Di fatto il ballerino non conferma e non smentisce, ma dice: “Se c’è una cosa vera, è che io mi innamoro dello sguardo, dell’anima di una persona. Ognuno pensi ciò che vuole: io sulla questione sono semplicemente molto confuso”. Intanto non si sbottona e segue il consiglio degli avvocati di non dire nulla.

TGCOM

ANCELOTTI “HOT” A MIAMI CON LA SUA MARINA – FOTO

20100531_ancelotti3.jpgUn po’ di meritato relax per Carlo Ancelotti. Il tecnico del Chelsea si gode il sole di Miami e la compagnia della giovane Marina Cretu (31 anni) dopo il suo trionfo professionali: campione della Premier League e della FA Cup con i suoi blues. L’allenatore e la giornalista romena, secondo la stampa rosa, sono stati amanti per quattro anni, finché Ancelotti non ha lasciato la moglie per lei. La Stampa pubblica le foto dei due innamorati che si scambiano effusioni, fanno stretching e nuotano, insieme e con il sorriso sempre sulle labbra.

Mughini: «Capello all’Inter? Come cenare in casa di ladri»

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«Nessun imbarazzo a entrare nella sede della società che si è appropriata di uno scudetto vinto dalla Juve?»

Nessun imbarazzo per Capello, se dovesse andare a lavorare per la società che si è appropriata di uno scudetto che la sua Juventus aveva vinto sul campo? Se lo è chiesto Giampiero Mughini, intervenendo a “L’Università del Calcio”, (Radio Power Station 100.5). «Se Capello diventerà veramente il nuovo allenatore dell’Inter, si verrebbe a creare una circostanza piuttosto strana. Come se a uno di noi venisse rubato un quadro di famiglia e dopo qualche tempo si trovasse a cena da un signore che quel quadro lo ha affisso in bella mostra alla parete. Davvero un professionista dell’orgoglio di Capello non proverà nessun imbarazzo nell’entrare nella sede dell’Inter e trovare quello che i nerazzurri chiamano il quattordicesimo scudetto, che aveva vinto la sua Juventus, facendo 91 punti?».

Non manca una stoccata alla nuova dirigenza bianconera. «Vero è che in fondo gli allenatori sono dei professionisti: oggi sei il tecnico del Milan, domani quello della Roma e magari in tre ore passi alla Juventus. Va ricordato che la Juventus guidata dall’“associazione a delinquere”, detto ovviamente tra virgolette, in tre ore prendeva un allenatore, quella attuale in quattro mesi non è riuscita a prendere Benitez».

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