Tsunami debole, ma l’allarme rimane

hawaii_0001_280xFree.jpgLe prime due o tre ondate dello tsunami che ha colpito le Hawaii sono state decisamente meno forti del temuto, ma l’allarme tsunami rimane per il momento. Lo ha indicato alle tv locali un responsabile del Pacific Tsunami Warning Center.

L’esperto, Gerard Fryer, ha detto che l’errore di valutazione “e’ una buona notizia” ma che e’ troppo presto per revocare l’allarme tsunami dato che le onde anomale, dopo avere colpito le spiagge, stanno girando attorno alle isole dell’arcipelago. Secondo l’esperto, nelle prossime ore le onde, molto indebolite, non dovrebbero fare danni a Guam e neppure in Giappone. “Sono sicuro che le autorita’ giapponesi lanceranno un allarme di basso livello”, ha detto Fryer.

Una lunga giornata di paura per gli abitanti delle Hawaii
Avvertiti fin dall’alba che uno tsunami si sarebbe abbattuto nelle ore successive sulle famose spiagge dell’arcipelago. E’ scattata l’emergenza e sono scattate le misure di evacuazione, le prime dal 1994, per gli abitanti delle isole Hawaii residenti nelle zone piu’ a rischio. L’attenzione si e’ concentrata sull’isola di Hilo, gia’ colpita nel 1960 da un terribile terremoto, che per la sua posizione geografica e’ la piu’ esposta e la piu’ vulnerabile alle ondate dello tsunami. Grande preoccupazione soprattutto per Hilo Bay, la spiaggia piu’ esposta. La giornata della grande paura era cominciata per le Hawaii alle 6 del mattino quando le sirene hanno dato l’allarme in tutto l’arcipelago che uno tsunami provocato dal terremoto che ha devastato il Cile poteva colpire anche l’arcipelago americano. Era scattata immediatamente la evacuazione delle famose spiagge del paradiso turistico, che sono state chiuse, mentre le piccole imbarcazioni sono state trasportate in posti piu’ riparati. Ad Honolulu e nelle altre citta’ gli abitanti hanno cominciato a prendere d’assalto i grandi magazzini per accumulare scorte di cibo e di generi di prima necessita’. Sono stati presi d’assalto anche i distributori dove si sono formate lunghe code per fare il pieno di benzina. Le autorita’ hanno esortato la popolazione a prepararsi a evacuare le case situate nelle zone a rischio, spostandosi nei rifugi e nelle localita’ piu’ elevate. Una volta raggiunte le zone di sicurezza e’ cominciata l’ansiosa attesa. La prima ondata era prevista per le uno 11:00 locali (le 23:00 in Italia). Si e’ cominciato a scrutare il mare per i primi segni del pericolo: il ritiro delle acque seguito dall’impatto dello tsunami. Le tv locali hanno dislocato i loro reporter nelle zone strategiche dell’arcipelago, con particolare attenzione per Hilo, per dare in diretta la cronaca dello tsunami. La chiusura dell’aeroporto, delle strade principali, dei parchi, dei campi di golf e delle altre maggiori attrazioni turistiche dell’arcipelago sono state annunciate dalle autorita’ che hanno sottolineato la gravita’ dell’emergenza. L’assenza per anni di minacce tsunami nelle Hawaii ha reso infatti gli abitanti scettici sulla realta’ del pericolo. Le autorita’ di Honolulu hanno concordato con i responsabili degli hotel della famosa spiaggia di Waikiki una “evacuazione verticale”, per dare rifugio ai piani piu’ alti dei grattacieli dislocati sul litorale. Anche dopo l’arrivo delle prime ondate, piu’ deboli del previsto, gli abitanti delle Hawaii e i turisti hanno continuato a scrutare il mare e gli orologi per capire se la “grande paura” dello tsunami era stata solo un falso allarme.

Terremoto in Argentina, due morti

07ArgentinaSaltaCerroSanBernardo_280xFree.jpgUn bambino di otto anni e’ morto e due altri suoi compagni sono rimasti feriti a causa del crollo di una parete della casa dove stavano giocando, avvenuto pochi minuti dopo la scossa di terremoto di 6,1 gradi della scala Richter, che ha colpito attorno al mezzogiorno locale (le 16 in Italia), la regione di Salta, nel nord est del Paese. Lo hanno reso noto fonti della polizia locale, precisando che l’incidente e’ accaduto nella localita’ La Merced, a circa 25 chilometri dalla citta’ di Salta, a 1.600 chilometri al nord ovest di Buenos Aires.

L’epicentro del sismo, che secondo gli esperti non e’ la conseguenza di quello cileno, e’ stato individuato nei pressi della citta’, dove la scossa ha provocato anche una grossa crepa nella Cattedrale locale. Nella stessa vengono venerate immagini del ‘Signore dei miracoli’, ritenuto il protettore di Salta dopo il terremoto che l’ha colpita nel XVIII secolo.

La scossa ha provocato anche il crollo del tetto di una casa di legno e terra, che ha schiacciato un uomo di 53 anni che si trovava al suo interno, uccidendolo sul colpo. Lo hanno reso noto le autorita’ locali, precisando che l’incidente e’ avvenuto nella localita’ di La Silletta, a 19 chilometri da Salta.

DUE INCIDENTI VICINO UDINE TRE MORTI, TRE FERITI GRAVI

ambulanza.jpgIn un incidente avvenuto questa notte alle ore 2.20 circa sull’A23 Udine-Tarvisio – nel tratto compreso tra Gemona e Osoppo in direzione di Tarvisio – tra un’autovettura ed un mezzo pesante, una persona è morta ed altre due sono rimaste ferite. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti il personale di Autostrade per l’Italia, la polizia stradale, i vigili del fuoco ed il soccorso meccanico e sanitario. Cause e dinamiche del sinistro sono in fase di accertamento da parte della polizia stradale.

AUTO FUORI STRADA: 2 MORTI Un incidente stradale è avvenuto nella notte ad Arta Terme (Udine), sulla strada provinciale 111. Un’automobile sulla quale viaggiavano tre giovani è uscita di strada per cause ancora in corso di accertamento. Due giovani sono morti sul colpo mentre una terza persona è stata trasportata in gravi condizioni all’ospedale di Tolmezzo (Udine). Sul posto è intervenuta la Polizia stradale del distaccamento di Tolmezzo. (Udine). Il giovane che è morto nella notte sull’autostrada A23, Udine-Tarvisio, in comune di Trasaghis (Udine), è Paolo Piazza, 28 anni. L’auto sulla quale si trovava con altri due giovani viaggiava verso Tolmezzo quando, probabilmente per un colpo di sonno, il conducente non si è accorto di un cantiere che bloccava la corsia di sorpasso. L’auto ha tamponato un camion fermo. Gli altri due occupanti sono rimasti praticamente illesi. Uno solo è stato ricoverato per degli accertamenti all’ospedale di Udine.

PISA CHOC,STUDENTE 21ENNE SI UCCIDE SOTTO UN TRENO

treno pisa.jpgUno studente universitario di 21 anni di Carrara si è tolto la vita lasciandosi travolgere dal treno, sul tratto ferroviario che costeggia l’Aurelia tra Torre del Lago (Lucca) e Pisa, in località la Costanza. È successo la notte scorsa. Secondo quanto ricostruito dalla Polfer, il ragazzo camminava in mezzo ai binari. I macchinisti del treno merci Livorno-Genova, quando lo hanno avvistato, hanno suonato la sirena e provato a frenare ma il giovane non si è neppure girato, ed è stato travolto e trascinato, per 800 metri. L’auto del giovane è stata trovata sull’Aurelia. Dentro non sono stati rinvenuti biglietti che annunciassero il tragico gesto.

Marea nera, si riducono i rischi Bertolaso: «Allarmismo ingiustificato»

“Tiene” la barriera a Polasella, a monte del delta del Po. Il capo della Protezione civile: nessuna emergenza mare

PO--140x180.JPGSi riducono i rischi di inquinamento del delta del Po e quindi del mare Adriatico, dopo lo sversamento di idrocarburi nel fiume Lambro e successivamente nel Po. La grande massa di inquinanti è stata trattenuta dall’invaso della centrale elettrica di Isola Serafini. Quella percentuale molto ridotta che è riuscita a “passare” e a scorrere lungo l’asta del Po è stata via via “trattenuta” dalle barriere mobili assorbenti dislocate lungo il corso del fiume e poi aspirata. L’ultima barriera in ordine di tempo è stata collocata a Polesella, a monte del delta, e sta funzionando bene. È ancorata ai piloni del ponte e dunque resiste anche alla corrente.

Se sarà necessario, ne saranno collocate altre a monte dei rami laterali del delta per evitare al massimo i rischi per la foce e dunque per il mare. La vigilanza degli enti preposti alla sicurezza delle acque è massima. Sembra comunque che il grosso dell’allarme sia rientrato, grazie anche al fatto che in questo periodo i campi non hanno bisogno di acqua dal Po e dunque i pericoli sono molto relativi. «Nelle prossime ore occorre mantenere costante il livello di attenzione, ma tutto sta andando bene ed è ingiustificato ogni allarmismo». Così il numero uno della Protezione civile, Guido Bertolaso, si è espresso al termine della riunione svoltasi sabato pomeriggio in prefettura a Ferrara sull’emergenza Po-Lambro dopo lo sversamento di idrocarburi nel fiume. «Il problema principale è stato avere le informazioni in tempo reale sulle analisi chimiche delle acque per l’insieme delle tre regioni interessate – ha precisato Bertolaso, che in mattinata era stato a Rovigo -. Ora si tratta di eliminare del tutto la pellicola in superficie, operazione, tra l’altro, facilitata dall’evaporazione conseguente alle buone condizioni meteo. Nessun problema, invece, in profondità».

«NESSUNA EMERGENZA PO» – Per Bertolaso non c’è nessuna emergenza Po, né emergenza mare, «e non ci sono ragioni per provvedimenti restrittivi da adottare per la zona del delta». Il capo della Protezione civile ha quindi confermato la necessità di provvedere da subito all’attività di bonifica.

SCONTRO PD-REGIONE LOMBARDIA – Intanto è polemica tra il Pd e la Regione Lombardia sugli interventi messi in campo per la salvaguardia del fiume Lambro nell’immediatezza dell’emergenza inquinamento. A sollevare le critiche è stato il candidato del centrosinistra alle regionali Filippo Penati che ha parlato di «ritardi e inadeguatezza» come «cause dell’estensione del disastro ambientale». «Se il piano d’emergenza per contenere la macchia oleosa di petrolio che è stata versata nel Lambro non fosse scattato con 48 ore di ritardo – sostiene – oggi non saremmo di fronte al disastro ecologico delle dimensioni che conosciamo che ha investito anche il fiume Po e numerosi territori». Immediata la replica della Regione in una nota: «Le azioni per fronteggiare lo sversamento del petrolio nel fiume Lambro sono state tempestive e hanno utilizzato tutte le modalità più adeguate a disposizione. Nulla può essere rimproverato né ai vigili del fuoco né alla protezione civile né a nessun ente territoriale, come hanno riconosciuto lo stesso Ministro Prestigiacomo e il sottosegretario Bertolaso».

L’INIZIATIVA – In mattinata una lunga catena umana ha stretto in un abbraccio simbolico il fiume Lambro: l’iniziativa simbolica è stata messa in atto da Legambiente alle 11.30, al Parco Lambro di Milano, in segno di protesta contro la catastrofe ecologica che ha investito il corso d’acqua e che ora sta drammaticamente colpendo il Po. L’onda nera di idrocarburi, partita martedì dalla ex raffineria di Villasanta, in provincia di Monza, ha già percorso centinaia di chilometri, lasciandosi alle spalle una terribile devastazione ecologica.

Corriere.it

La lista del Pdl a Roma rischia l’esclusione

polverini_280xFree.jpgLa lista provinciale Roma della Pdl rischia l’esclusione dalle elezioni regionali di fine marzo. La possibile eliminazione sarebbe legata ad una presunta irregolarità nella consegna documentazione delle liste elettorali. Secondo alcuni rappresentanti di altre liste il presentatore di lista per la Pdl Alfredo Milioni avrebbe tentato di consegnare parte della documentazione necessaria fuori tempo massimo.

La Pdl sostiene invece che il faldone delle firme sarebbe stato portato fisicamente vicino all’ufficio elettorale del Tribunale di Roma prima delle 12, quando scadeva la consegna.

Milioni però si sarebbe allontanato portandosi con sè i fogli con l’accettazione delle candidature ma al momento di rientrare, è stato bloccato dai rappresentanti di altre liste perche’, sostengono questi, “erano ormai le 12:45”

Anche le forze dell’ordine hanno impedito a Milioni l’accesso all’ufficio. Ora il faldone con le firme della lista della Pdl si trova in corridoio mentre il resto della documentazione è ancora in mano a Milioni.

Fini: “Non sono preoccupato per la lista Polverini”
La presentazione in ritardo della lista del PdL nel Lazio con la candidata presidente Renata Polverini non preoccupa il presidente della Camera Gianfranco Fini. “No, non sono preoccupato – ha detto Fini ai giornalisti a margine di un convegno a Vicenza – non lo sono anche perché non saprei cosa farci”.

Pubblicità e posizione dominante, Google nel mirino dell’Ue

L’Ue, che ha notificato l’apertura della procedura con una comunicazione a Google circa due settimane fa, vuole capire se Google con la sua posizione dominante penalizza i potenziali concorrenti nella sue classifiche di ricerca, e se utilizza la sua quota massiccia del mercato della pubblicità dei motori di ricerca in Europa per mantenere artificialmente alti i prezzi della pubblicità.

google.jpgIn Europa controlla il 90% del mercato pubblicitario on line, più che negli USA. Ora Google si trova di fronte un’indagine preliminare antitrust avviata dalla Commissione europea. L’Ue, che ha notificato l’apertura della procedura con una comunicazione a Google circa due settimane fa, vuole capire se Google con la sua posizione dominante penalizza i potenziali concorrenti nella sue classifiche di ricerca, e se utilizza la sua quota massiccia del mercato della pubblicità dei motori di ricerca in Europa per mantenere artificialmente alti i prezzi della pubblicità.

Con un post sul blog dell’azienda, ieri sera , è stata Google setssa a rivelare l’apertura della procedura: “Questo genere di controlli sul territorio è da mettere in conto quando si è una società di grandi dimensioni,” ha detto Julia Holtz, consulente per Europa, Medio Oriente e Africa.

Google, d’altra parte, ha familiarità con la materia, avendo affrontato in passato procedure antitrust su entrambe le sponde dell’Atlantico. Stando a Google, a stimolare l’interesse dell’Ue sono state tre denunce, una delle quali da parte della rivale Microsoft.

A Lady Gaga “cede” il seno Ma il lato B tiene ancora

C_0_articolo_474945_listatakes_itemTake_0_immaginetake.jpgNon c’è un giorno in cui il suo nome e le sue immagini non compaiano sul qualche giornale di gossip. Lady Gaga non sa stare senza i riflettori puntati su di lei. E le occasioni non le mancano. Eccola alla prima data europea del suo Monster Ball Tour a Liverpool con uno dei suoi look eccentrici: uno stringatissimo body viola in pailettes, che lasciava intravvedere un décolleté abbastanza “cadente”…

Riequilibrato tuttavia da un lato B impeccabile e da belle gambe avvolte in sexy calze a rete.
Dopo la collaborazione tra Lady GaGa e Giorgio Armani per l’abito indossato dalla cantante ai Grammy Awards, Re Giorgio ha voluto disegnare anche alcuni dei capi che l’artista indosserà durante il tour. E questo è uno di loro, un capo unico creato appositamente per i concerti europei.
Armani pare aver scelto la stravagante cantante statunitense come musa per sperimentare le sue creazioni più originali.
Un look decisamente teatrale che ha saputo stupire e sedurre ancora una volta i suoi fans.

GF10, MAICOL E ALBE CONTRO MAURO:”SEI UN IDIOTA!”- VIDEO

mauro marin.jpgAncora un litigio nella casa del Grande Fratello 10, protagonista ancora Mauro Marin, il maggiore favorito per la vittoria finale. Ancora una volta, il salumiere trevigiano si è ritrovato coperto di insulti, e ancora da Maicol, in nomination e preso di mira dai fans di Marin che stanno organizzando voti di massa per eliminarlo. Anche Alberto non si è tirato indietro nella discussione. Ecco quanto si legge sul sito ufficiale del Gf:
«Come per la sfida culinaria anche per il gioco dei suoni ai vincitori è spettato un premio davvero goloso.

Questa volta però la squadra che ha perso purtroppo ha dovuto subire una penitenza. Fino a questo punto tutto è normale, se non per il fatto che Maicol, vedendo che Mauro non stava rispettando le regole ha alzato la voce. Andiamo con ordine. Finito il gioco, GF ha dato due vaschette di gelato ai vincitori e insieme alla fredda golosità ha consegnato loro delle corde. Maicol, Alberto e Cristina hanno quindi spiegato al gruppo sconfitto che dovevano guardarli gustare il gelato, sedendogli davanti e con le mani legate. Pochi minuti e la voglia di assaggiare si è fatta sentire anche da Mara, Mauro e Giorgio. I tre inquilini vittoriosi hanno fatto di tutto per solleticare il palato degli sfortunati spettatori e, dopo un po’, il trevigiano non ha potuto più resistere. Guardare gli amici mangiare davanti a lui che non poteva nemmeno muoversi è stato troppo e il veneto, infatti, si è liberato della corda con il suo solito modo di fare “giocherellone” pur consdapevole di dover subire un’ulteriore penitenza all’indomani. Purtroppo però Maicol, vedendo il gesto del veneto, ha reagito molto male. Prima lo ha chiamato “poverino” e poi sempre più irritato ha slegato gli altri due ragazzi, confessando che non c’era alcuna punizione e che il gelato sarebbe stato mangiato da tutti: “Allora anche gli altri sleghiamo, scusami non ho capito, chi è lui? Il più bello lui? Adesso decido io! E voi due vi slegate!.. Non c’è la punizione… dovevamo semplicemente aspettare, ma siccome Mauro non sa fare a giocare, perché nella sua vita penso che non abbia mai giocato… comunque il gelato è anche per voi ragazzi, potevate mangiarlo appena slegati, a lui non glielo do!…” e ancora rivolgendosi a Mauro ha aggiunto: “…Idiota! Non sono Veronica e tutte le altre tue vittime, bello!”. Il trevigiano, incredulo, ha assistito a tutta la scena e, dopo che la crisi isterica di Maicol si era affievolita, ha sottolineato di avere il pieno diritto di liberarsi delle corde. Vedendo l’atteggiamento degli altri inquilini Mauro si è allontanato dalla stanza per fumare un sigaretta in pace, mentre Alberto lo chiamava “cretino”. La situazione in Casa, nonostante la serenità apparente, è rimasta la stessa, sembrava che Mauro si fosse integrato, ma una semplice corda ci ha ricordato cosa pensano i suoi coinquilini di lui!».

Guarda il video sul sito del Gf

CI SI PREPARA PER LA FINALE Dopo la comunicazione ufficiale sulla data dell’ultima puntata di «Grande Fratello», i ragazzi hanno cominciato a riflettere sulla loro personale esperienza all’interno della Casa. Avere la consapevolezza che manca poco alla fine, mette tristezza agli inquilini di Cinecittà, che però non hanno nascosto la loro voglia di rivedere i propri cari.E se giorni fa i ragazzi, in giardino, avevano disegnato con i sassi una sorta di contatore dei giorni trascorsi in Casa, adesso Mauro e Giorgio hanno deciso di trasformarlo in un vero e proprio «memo» che indica il count down. E così in giardino campeggia la scritta «-14», il numero dei giorni che li separa alla finale. Con la diciottesima puntata Alberto si è svelato: il concorrente di Vasto ha confessato di aver iniziato a mettere in atto una vera e propria strategia di gioco e al termine della puntata si è confrontato con i coinquilini proprio sulle prossime manovre in vista della finale: «Dopo centoventi giorni il gioco finalmente l’ho capito», ha spiegato il ragazzo. Interpellato poi dalla sua fidanzata Mara sul perchè non avesse nominato Mauro, Alberto ha spiegato di averlo fatto per evitare che, contro il trevigiano, andasse in nomination qualcuno che di sicuro sarebbe uscito. Di qui la scelta di nominare Maicol e Cristina, e quella di andare lui stesso in nomination contro Mauro «comunque sia, in finale io ci voglio andare, l’ho maturato questa settimana. E con 250.000 euro voglio andare in vacanza con Mauro, Giorgio e Gianluca.» Negli ultimi giorni il concorrente di Vasto sta mostrando inquietudine: trascorre spesso del tempo da solo e quando Giorgio e Mara gli chiedono spiegazioni sulla causa del suo malessere risponde: «Non ho le forze. Mi sento un macigno addosso. Un peso dentro. Sento la responsabilità di tutto quello che è accaduto qui». Alberto sembra molto dispiaciuto di aver nominato due coinquilini ormai divenuti amici. Persino quando «GF» ha proposto ai ragazzi di interpretare due scene di uno «Spaghetti western gieffino», il ragazzo ha declinato l’invito: «Non mi servono quelle stupidaggini per distrarmi, ho bisogno d’altro. Lasciatemi un pò da solo, devo recuperare le forze piano piano. Quel che è fatto è fatto. Se non nominavo Cristina, potevo andare a casa questo lunedì. Tanto qualsiasi cosa fai qua, sbagli. Bisogna per forza sacrificare qualcuno». Quando poi Mara lo invita a pensare che si tratta comunque di un gioco, il ragazzo risponde: «Dicevo che ormai non me ne preoccupavo più, invece adesso ci sto male. Ho fatto quello che il gioco chiedeva di fare. Ho voluto fare una sfida. Difendere chi è più debole». Alberto sembra molto motivato a sfidare Mauro e cerca di convincere i compagni a fare altrettanto, spiegando le motivazioni del suo cambio di rotta. Anche Maicol gli chiede spiegazioni sul suo comportamento: «sto cercando di capirti ma non ci riesco…sarò cretino, ingenuo ma non lo capisco. Metti a rischio una persona che non vorresti che uscisse?», Alberto risponde categorico: «arrivato a questo punto non me ne frega niente. A questo punto, vado a favore dei miei interessi e non guardo più in faccia a nessuno. Certo che ho volevo tutelare me stesso…ma anche Mara e Giorgio. A me interesserebbe solo vincere su Mauro…dopo ieri sera e dopo l’uscita di Veronica, mi sono sentito autorizzato a tutelarmi. E comunque, lui potrà vincere sul gioco ma umanamente ho vinto io». E Mauro, ormai capro espiatorio di ogni nervosismo nella Casa, la prende sempre in modo ironico: «non mi sarei mai aspettato di vedere Baiocco fare la vittima, ma hai imparato dal tuo fedele maestro…vuoi arrivare in finale baiocchino….». Così Alberto conferma candidamente: «si, voglio la finale». L’uscita di Carmen non ha sconvolto solo Cristina, ma anche Maicol, che, nonostante abbia festeggiato il suo 23esimo compleanno davanti alle telecamere, e nonostante abbia ricevuto un aereo con la scritta «Buon compleanno Maicol», comincia ad avvertire il timore di poter uscire dal gioco. Il ferrarese non ha mai fatto segreto di essere spaventato dall’idea di affrontare di nuovo il mondo: aveva infatti dichiarato di non aver mai fatto outing, nemmeno con i suoi cari più vicini, il padre e la sorella. Inoltre questa è la prima nomination di Maicol e il ragazzo teme ancor di più l’uscita. Mara lo rincuora, rassicurandolo sul suo ruolo nel gioco: «tu sei l’anima della Casa!». Le giornate in Casa «GF» rischiano di diventare troppo lunghe e noiose e allora i ragazzi, su indicazione di «Grande Fratello», decidono di mettere alla prova le loro doti culinarie. Mara legge il comunicato ufficiale: il compito loro affidato è la preparazione di una confettura di mele. Così i ragazzi, dopo aver portato mele e contenitori in giardino, hanno letto la busta contenente le modalità di preparazione. Una vera e propria ricetta da seguire, senza aggiunte, ma soprattutto senza dimenticare nessun passaggio. Ed ecco che i concorrenti si mettono all’opera e si danno tanto da fare. Ma non si tratta dell’unica iniziativa e per i ragazzi arriva una vera e propria sfida: devono cimentarsi in una gara culinaria e Mara e Cristina sono le capogruppo. Sono loro quindi a decidere cosa cucinare e quali squadre formare. Applausi dei commensali per il piatto preparato da Cristina Mauro e Alberto, spaghetti alla chitarra, e per il secondo piatto cucinato dalla squadra rossa, peperoni ripieni e carne. Il trofeo però, va alla squadra di Cristina. Non mancano anche iniziative artistiche per concludere questa avventura no limits: e allora via al film Western targato «GF». Un tavolo da poker, carte, fiches e una telecamera finta, sono il set che i ragazzi hanno trovato allestito in Casa per interpretare il loro «Spaghetti western». GF ha fornito anche costumi e indumenti a tema, quindi camicie a quadri e cappelli per gli uomini, e corpetti e gonne country per le ragazze. Mauro, Giorgio e Maicol hanno iniziato subito a improvvisare, tra una mano di poker e l’altra. La consegna di GF era quella di ideare una sceneggiatura di un film da interpretare. E…ciak! Si gira! Giri di whisky, duelli, sparatorie, rapine e cowboy gay. Pellicola rigorosamente a lieto fine: il cowboy Giorgio e la bella Mara si amano felici e contenti. Intanto Alberto, isolato dal gruppo e pensieroso, assiste alla scena e torna a sorridere, anche lui gioca una la propria partita di poker, contro Mauro. Il trevigiano, vedendolo arrivare, invita il ragazzo: «Potevi venire a fare il cowboy con noi poco fa. Adesso siamo in pochi. Quando manca qualcuno, si sente subito». Ma Alberto gli risponde: «Stavo male». Così Mauro, prende due cappelli, uno da cowboy per lui ed uno a cilindro per Alberto, e glielo fa indossare prontamente. Il salotto di Cinecittà diventa un vero e proprio saloon! Ma «GF» ha avuto un’altra pensata: una partita di calcio nel giardino di casa: due squadre, quella rossa capitanata da Alberto e quella blu capitanata da Mauro. Come nei veri incontri calcistici i ragazzi hanno giocato sotto la pioggia e non sono mancati falli e cadute nel fango. Il match è stato vinto dalla squadra rossa, ma a fine partita, è iniziata la lotta nel fango tra Maicol, Giorgio, Mara e Alberto, nemmeno fosse una partita di rugby! E infine per far tornare la quiete e calmare le emozioni da semifinale,« GF» ha regalato ai ragazzi una seduta di Yoga Kundalini, con tanto di guru vestito di bianco. La recita dei mantra suscita però l’ilarità dei ragazzi, che scoppiano in fragorose risate!.

Fiorentina-Juve potrebbe essere la gara di Iaquinta

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Anche i controlli hanno accertato la ripresa. Può essere l’arma in più per il finale di stagione. Forse per lui uno spezzone di partita il 7 marzo contro i viola

Dalla Fiorentina alla Fiorentina. Attraverso una piccola Odissea fatta di dolore, impotenza, rabbia, misteri. L’attesa di Vincenzo Iaquinta potrebbe però essere quasi finita. Gli ultimi controlli hanno accertato che il ginocchio dell’attaccante calabrese è praticamente a posto. I problemi al menisco e alla cartilagine sembrano alle spalle. E allora Vincenzo potrebbe tornare in campo il 7 marzo, magari uno spezzone di partita, contro i viola al Franchi. È curioso, perché proprio dopo la partita contro la Fiorentina dell’andata (17 ottobre) Iaquinta si infortunò.

Vincenzone è convinto di farcela: «Ho la Fiorentina nel mirino» dice a chi gli sta più vicino. In questo finale di stagione potrebbe essere l’arma in più per Alberto Zaccheroni, che finora non ha mai avuto la fortuna di averlo a disposizione. Un vero peccato, perché con Iaquinta in campo a inizio stagione la Juve ha fatto vedere le cose migliori, quando in panchina ancora sedeva Ciro Ferrara. All’attaccante restano due mesi per tornare a essere decisivo e, magari, convincere Marcello Lippi che vale la pena portarlo in Sudafrica. Ipotesi che al momento è però fantascientifica.