Zaccheroni, segui in diretta la presentazione

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E’ scattata l’ora di Zaccheroni, l’uomo scelto dalla Juve per traghettare la squadra fino a giugno quando, alla guida del club bianconero, dovrebbe arrivare Benitez. Segui in diretta web la presentazione del nuovo allenatore della Juventus!

E’ scattata l’ora di Zaccheroni, l’uomo scelto dalla Juve per traghettare la squadra fino a giugno quando, alla guida del club bianconero, dovrebbe arrivare Benitez. Segui in diretta web la presentazione del nuovo allenatore della Juventus!

Windows 7 è boom, ma arriva Windows 8

windows_8_2011.jpgNonostante tutti i problemi di natura hardware, software e nel web, Microsoft continua a registrare punti di mercato salendo sempre più. Fattore principale di questo trend iperpositivo non poteva che essere Windows 7. Il colosso di Redmond ha pubblicato gli ultimi dati finanziari. Il fatturato positivo arriva a 19,02 miliardi di dollari, quasi 7 miliardi in più del precedente. L’utile netto supera i 6 miliardi di dollari. Stando alle parole di Peter Klein, CFO di Microsoft, il pezzo forte di questa ascesa è proprio il sistema operativo di ultima generazione. Solo in questo quadrimestre, le licenze di “seven” vendute ammontano a 60 milioni. Battuti tutti i record di velocità di vendite.

Ma stando a quanto pubblicato da un dipendente Microsoft, già l’anno prossimo potremmo avere un altro botto. Nella roadmap tracciata per sommi capi, tra i prodotti futuri si legge il nome di Windows 8. Avete capito bene il numero è 8. Si sapeva che Microsoft stava già mettendosi a lavoro per questo sistema, ma sentirlo nominare già così presto fa presagire che i tempi potrebbero essere anticipati. Windows Server 2012 e Office 2012 sono previsti per il 2 luglio 2012 e quindi si ipotizzava una data simile pure per il successore di “sette”, ma stando così le cose, potremmo avere il nuovo OS già per l’estate del 2011.

Questa strategia di lanciare un sistema operativo di passaggio era stata già adottata ai tempi di ME e 98, riprendendosi ampiamente dai ritardi con XP. Stavolta potrebbe toccare a Windows 7 essere solo un traghetto verso il futuro. Dal momento che Microsoft deve recuperare, in quanto ad aggiornamenti, un po’ di strada su Apple, questa visione non appare tanto diversa dalla realtà.

Giuseppe Greco

Melissa Satta è rimasta senza “Secret”

Melissa Satta, la giovane show girl italiana, ex velina, compagna di Bobo Vieri, è rimasta senza “Secret”.
Non c’ è però da pensare, che su qualche magazine di gossip troveremo le sue confessioni più intime!
La velina che succedette sul bancone del più famoso Tg satirico, la ex del suo Bobo, (Elisabetta Canalis), aveva tentato, in questi ultimi tempi, di sbarcare anche lei, sulla scena americana, proprio come la collega sarda.

Ma, il tentativo non ha prodotto buoni risultati. Melissa Satta,  infatti in quest’ ultimo periodo, faceva la spola tra l’ Italia e gli States, la ragione? Stava tentando, di diventare una delle testimonial del più famoso marchio di lingerie femminile made in Usa. La Velina, era stata scelta per partecipare all’ ardua selezione, delle nuove testimonial del marchio, ma la fase finale di questa cernita di bellezze, non è stata favorevole alla mediterranea Melissa.
Victoria’ s Secret, questo è il blasonato marchio di indumenti, che fanno girare la testa a donne e uomini, (ovviamente, quasi sempre per ragioni diverse!), ha preferito come testimonial altre due bellissime, arrivate dritte dritte, dal mondo delle passerelle, si tratterebbe delle due modelle: Candice Swanepoel, Rosie Huntington-Whiteley .
Pazienza Melissa, sarà per la prossima volta! Resta comunque da dire che anche se per poco la bella Satta, ha assaporato quello che tutti chiamano, il sogno americano.
A. A. Rizzello

Strip poker molto hot per Pamela Camassa

pamela_camassa6-167x300.jpgIl poker affascina oggigiorno moltissimo Vip; tra di loro molte donne non rinunciano al fascino del tavolo verde.
Pamela Camassa è andata oltre, lasciandosi andare ad uno strip davvero molto sexy.
“In realtà ho avuto sempre una passione per le carte, giocavo a scala 40, ero amante della briscola, ramino, blackjack. Poi, dietro al mio ragazzo che faceva le 8 del mattino per giocare a texas hold’em ho iniziato ad appasionarmi a questo gioco”. Che intenditrice Pamela!

Nella puntata di questa settimana de Le iene la Camassa è stata sfidata da Marco Berry; nessuna fish sul tavolo; al loro posto ad ogni sconfitta la “perdita” di un capo d’abbigliamento. Con chiari ed evidenti artifici truffaldini Pamela si è ritrovata praticamente in mutande. Prima le scarpe, poi i calzini e infine il top.

Come dicevamo in apertura sono molte le donne famose pazze per il poker.
Francesca Fioretti, ex gieffina e Karina Cascella, opinionista di Uomini & Donne e fidanzata di Sasà Angelucci, si sono sfidate in un torneo di beneficenza organizzato da Italia 1.
Melissa Satta ha seguito le orme di Bobo: l’estate scorsa ha disputato una partita subacquea nel mare di Marina di Pietrasanta, dando prova delle sue non indifferenti abilità.
Nella lista non poteva mancare nemmeno Melita Toniolo.
Cristina Quaranta, altra appassionata, si presenta al tavolo da gioco indossando sempre qualcosa di color viola, ovviamente per scaramanzia. Per lei la passione le è stata tramandata direttamente dalla madre.
Mascia Ferri e Linda Santaguida si uniscono al gruppone delle pokeriste.

E se organizzassero un bel torneo di strip poker con tutte le donne sopracitate?!?

Valeria Panzeri

ARCURI: “MAI PRESO SOLDI PER STARE CON QUALCUNO”

20100129_manu.jpg“Io non ho mai ricevuto soldi per frequentare un uomo o per fidanzarmi. E mai lo farò nella mia vita. È una cosa che mi fa orrore, se esco con qualcuno è solo per mia volontà. Mi dispiace che queste dichiarazioni siano finite sui giornali. Oltretutto non è la prima volta che sono citata in queste vicende, sono proprio stanca: mi mettono in mezzo dove non c’entro…”. Manuela Arcuriu si sfoga, lo fa in un’intervista pubblicata da “Il Giornale”, in seguito all’ultima bufera mediatica, legata alla nuova inchiesta sui vip e sui presunti ricatti legati a servizi fotografici.

LA LIASION CON BUTI… All’inizio dell’intervista rilasciata ad Eleonora Barbieri si legge. “Fabrizio «Bicio» Pensa ha fatto anche il suo nome al pm Woodcock, in quei verbali che hanno dato il via alla cosiddetta «Vallettopoli-bis». Manuela Arcuri «che aveva preso tipo 40-50mila euro per stare con Buti un mese». «Tutte assurdità» dice l’attrice. «Ora non ne posso davvero più».
Ma che cosa è successo?
«Sono senza parole… Sentire delle assurdità del genere da parte di questo fotografo, che non so neanche chi sia. Ci sono rimasta male».

Anziani maltrattati in casa cura,arresti

34032566ab403c655df08418c1cb6674.jpgI carabinieri di Ascoli Piceno hanno arrestato 8 persone per presunti maltrattamenti ai danni di anziani in una casa di cura. L’inchiesta riguarderebbe personaggi gia’ coinvolti nella vicenda dell’ospizio-lager Casa di Giobbe, scoperto in una villa di Ascoli il 12 ottobre del 2000. All’epoca i carabinieri trovarono sei anziani legati alle sbarre dei letti, altri chiusi a chiave nelle loro stanze, immersi nella sporcizia. Quattro le persone arrestate nove anni fa.

Ansa

Mc Donald’s: licenziata per una fettina di formaggio in più; la multinazionale riceve condanna esemplare

zio-mac.jpgIl terribile crimine si è consumato mesi fa in un Mc Donald’s di Leeuwarden, cittadina del nord dell’Olanda, la colpa della commessa e’ stata quella di avere arricchito in modo indebito il panino che aveva preparato per un collega. In sostanza lei ha semplicemente aggiunto una fetta di formaggio, modificando cosi’ un semplice hamburger in un cheeseburger, senza chiedere il pagamento del supplemento, anche se di pochi centesimi.

 

Il responsabile del fast food ha notato “l’ignobile gesto“, e, invece di limitarsi ad un richiamo, l’ha licenziata in tronco, interrompendo con cinque mesi d’anticipo il contratto a tempo determinato che la ragazza aveva in essere con la multinazionale americana.

Il gesto compiuto dalla lavoratrice era sicuramente  in buona fede ma la societa’ e’ stata inflessibile, in quanto l’ha considerato come una violazione di una delle prime regole aziendali, e cioe’ il divieto assoluto per i dipendenti di favorire in alcun modo familiari, amici o colleghi.

A questo punto alla ragazza non e’ rimasto altro da fare che rivolgersi alla magistratura ordinaria, per un pronunciamento in merito. Il giudice di Leeuwarden, ha approfondito il caso e alla fine ha deciso che  la misura del licenziamento era sproporzionata per una violazione di così lieve entita’ . “E’ solo una fetta di formaggio” ha sentenziato il giudice, questa semplice frase sicuramente passera’ alla storia degli atti giudiziari. Secondo il tribunale, sarebbe stato sufficiente un semplice avvertimento scritto, in quanto la mancanza commessa dalla ragazza e’ stata ritenuta solo una violazione della policy interna, non un vero e proprio danneggiamento economico nei confronti dell’azienda. Quindi la piu’ famosa catena di fast food al mondo, non solo dovrà riassumere la dipendente licenziata, ma dovrà anche pagarle 5 mesi di stipendi arretrati, pari a circa 4.200 euro, più, ovviamente, le spese legali.

Valeria Panzeri

Da Auschwitz all’Italia sul treno a -18°

Riscaldamento guasto, viaggio-odissea di 400 studenti di rientro dal pellegrinaggio ai lager nazisti

GIORNO--180x140.JPGDAL TRENO DELLA MEMORIA – La frase del giorno tocca a Jean Michel Gelati, e non solo perché si chiama proprio così: «Non saranno certo il freddo e il ghiaccio di questa notte a raffreddare il nostro rapporto con i sindacati italiani. Piuttosto, ci batteremo con decisione contro l’alleanza Trenitalia-Veolia per fare concorrenza alla SNCF, le ferrovie francesi». Monsieur Gelati è il leader della delegazione della Cgt e delle altre maggiori organizzazioni sindacali della regione Rhone Alpes (cinquanta persone, molti studenti) che, tra sabato 23 e ieri, ha viaggiato sul Treno della Memoria diretto ad Auschwitz e Birkenau, organizzato per il sesto anno da Cgil e Cisl lombarde. Con i francesi, quasi 400 studenti di oltre 20 scuole superiori della Lombardia, lavoratori, pensionati.

CARROZZE IBERNATE – Da Cracovia, per il ritorno, si parte a meno 16: come tutti sospettavano, le due carrozze già gelate nel viaggio di andata, ora che è il momento di tornare, sono ibernate. Ed in breve in altre due il riscaldamento se ne va. Verso le 23.30 si supera il confine con la Repubblica Ceca, c’è il consueto cambio di locomotore e macchinista. Ma mentre nei compartimenti caldi tutti quanti si stringono e fanno spazio ai compagni provenienti dalle carrozze gelate, e mentre gli studenti si danno da fare aiutando a spostare bagagli e coperte e a distribuire i guanciali e le lenzuola usa-e-getta messi a disposizione da Trenitalia, ecco che il treno, undici carrozze, si blocca ancora. Una interminabile sosta a Polov nel gelo della Slovacchia: fuori meno venti, forse meno venticinque. Nelle carrozze “impossibili”, comunque, meno 18. Chissà se riuscirà a muoversi ancora. Sembra che questo locomotore non possa far funzionare contemporaneamente motore e riscaldamento. Sembra che la rete elettrica non ce la faccia.

Studenti accampati in qualche modo nelle carrozze fredde (Ansa)
Studenti accampati in qualche modo nelle carrozze fredde (Ansa)

SACCHI A PELO IN CORRIDOIO – I segretari regionali di Cgil e Cisl, Elena Lattuada ed Osvaldo Domaneschi, sono incollati ai telefoni da ore. Si mobilitano segreterie nazionali, l’ad di Fs Mauro Moretti che ha pur sempre un passato in Cgil, persino la Farnesina, la Regione Lombardia. Intanto, come Francesco, tanti, già intabarrati, si preparano a un nuovo trasloco perché ancora un’altra carrozza passa dal freddo al gelo. Si sonnecchia nel vagone ristorante, si cerca di riposare anche nei corridoi, infilati nei sacchi a pelo. «Ma ciò che abbiamo visto e provato è più forte» ripetono tutti, e non è retorica.

MERENDINE E CAPPUCCINI – Il medico del treno, dottor Virgilio Cruccu dell’ospedale Sacco di Milano, e le infermiere Amalia e Manuela hanno da fare solo per due piccolezze, dovute al freddo, ma presto risolte. All’alba si fa conto alla rovescia verso Tarvisio: qui al treno della Memoria vengono aggiunte due carrozze calde, un manipolo di ferrovieri, un profluvio di merendine, mentre al bar caffè e cappuccini finora offerti dai sindacati restano gratis. «Mea culpa» dice Trenitalia, che si scusa e indica anche nell’inadeguatezza di mezzi e reti polacchi e cechi almeno parte della responsabilità. «Può darsi. Ma lo sapevano prima dove andavamo. Sono negligenti…e tuttavia…» ribadisce monsieur Gelati. Perché dentro il cuore dei pellegrini laici di Auschwitz non è questo il treno che rimane.

Laura Guardini

No alla fecondazione assistita per donne obese e fumatrici

n.jpgSecondo la Società europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre) per poter essere considerate “idonee” ad accedere alla fecondazione assistita non bisogna essere né donne fumatrici, né donne obese.
Può essere legittimo dire no alle donne che fumano, ma perché impedire questo trattamento anche a chi è in sovrappeso? A quale fine?
Dobbiamo tener presente che spesso il sovrappeso può essere causato da diversi fattori e non solo da quello alimentare. E se una donna obesa è sterile, perché privarla della possibilità di diventare mamma?

La Eshre ritiene che vi siano troppi rischi e probabilità di successo troppo basse, da ciò viene quindi considerato inutile provare; una mamma obesa avrebbe un rischio di 7 volte maggiore di scontrarsi con il diabete gestazionale.
“Ci rendiamo conto che si tratta di argomenti delicati, in cui bisogna bilanciare il diritto alle cure con la salute della mamma e del bambino ma l’autonomia della paziente deve essere confrontata dalla responsabilità nei confronti della società e del futuro bambino”, dichiarano per spiegare il motivo della loro decisione.

Alessandra Battistini

“Le Br progettarono di rapire Wojtyla”

Il Papa e le dimissioni: via se il male mi fermerà

CITTÀ DEL VATICANO – Giovanni Paolo II che pensa alla possibilità di dimettersi fin dal 1989, firma una lettera per fissare le condizioni della «rinuncia » e le richiama in una seconda lettera del ’94, quando riflette sull’ipotesi di andare in pensione come gli altri vescovi a 75 anni e si consulta «dal punto di vista storico e teologico» con l’allora cardinale Ratzinger. I servizi segreti italiani che prima dell’attentato in San Pietro segnalano al Vaticano l’esistenza di un «progetto di sequestro » del Papa da parte delle Br. La «lettera aperta» ad Ali Agca che Wojtyla non lesse mai. E ancora il Papa che si informa personalmente sulla «pista bulgara » con Gorbaciov e Jaruzelski (cui il capo del comunisti bulgari disse: «Compagno, ci credete imbecilli?»), il mistico che steso a terra con le braccia a croce passa le notti «a conversare con Gesù», dice «non ho mai visto la Madonna, ma la sento», recita la Via Crucis in corridoio e tiene nell’armadio una cinghia per flagellarsi.

O il grande pontefice cui portano in udienza un clochard che aveva abbandonato il ministero di prete e si fa confessare da lui, «vedi quanto è grande il sacerdozio?», mentre l’altro esce in lacrime. È una miniera di inediti, il libro Perché è santo (Rizzoli) che monsignor Slawomir Oder, postulatore della causa di beatificazione di Giovanni Paolo II, ha scritto con Saverio Gaeta di Famiglia Cristiana. «Cercano di capirmi dal di fuori, ma io posso essere capito solo da dentro », diceva Wojtyla. Un libro che attinge a migliaia di documenti e ai racconti dei 114 testimoni ascoltati. Come quando Padre Pio, nel 1947, dopo aver accennato al giovane don Karol, disse a un seminarista: a un papa polacco «grande pescatore di uomini» sarebbe seguito un pontefice «che avrebbe ampiamente confermato i fratelli », ovvero Benedetto XVI. Straordinarie, in particolare, le lettere di Wojtyla sull’ipotesi di dimissioni «nel caso di infermità che mi impedisca di esercitare sufficientemente il mio ministero apostolico», come scrive il 15 febbraio ’89 «seguendo l’esempio di Paolo VI».

Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II

La storia ha mostrato che Giovanni Paolo II è rimasto fino alla fine, «nella Chiesa non c’è posto per un Papa emerito», aveva detto nel ’94 a un medico. Proprio in quell’anno, però, il Papa scrisse un secondo testo: «Davanti a Dio ho riflettuto a lungo su che cosa debba fare il Papa per sé stesso al momento in cui compirà i 75 anni. Al riguardo, vi confido che quando, due anni fa, si profilò la possibilità che il tumore da cui dovevo essere operato fosse maligno, pensai che il Padre che sta nei cieli volesse provvedère egli stesso a risòlvere in antìcipo il problema. Ma non fu così ». Perciò, si legge, «dopo aver pregato e riflettuto a lungo sulle mie responsabilità davanti a Dio, ritengo doveroso di seguire le disposizioni e l’esempio di Paolo VI». Un caso limite, l’«impedimento » già richiamato da Montini: «All’infuori di questa ipotesi, avverto come grave obbligo di coscienza il dovère di continuare a svòlgere il compito a cui Cristo Signore mi ha chiamato, fino a quando egli, nei misteriosi disegni della sua Provvidenza, vorrà». Nel testo sono segnati gli accenti tonici, come se il Papa volesse leggerlo al Collegio cardinalizio. Ma non lo fece, «non ricordo sia mai stata letta», spiega il cardinale Achille Silvestrini, nel Collegio già allora: «Anzi, è la prima volta che ne sento parlare». Inedita anche la «segnalazione » sul «progetto» delle Br: ma può spiegare, scrive monsignor Oder, le parole «come per Bachelet » che il Papa mormorò dopo l’attentato. Già nell’ambulanza ripetè la frase di Gesù sul Golgota, «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno» che scriverà nella lettera (incompiuta) ad Agca: «È importante che neanche un episodio come quello del 13 maggio riesca ad aprire un abisso tra un uomo e l’altro».

Gian Guido Vecchi