VIDEO HARD MUSSOLINI-FIORE HA UN NOME IL RICATTATORE “VOLEVA CANDIDARE CORONA”

20091130_mussolini_01.jpg“Il signor A.C., indagato per aver scritto una lettera a Palazzo Chigi indirizzata al Presidente del Consiglio è in realtà un esponente del cosiddetto ‘Partito degli artisti’, braccio destro di Fabrizio Corona nel tentativo non riuscito di cercare di candidarsi con più liste alle scorse elezioni europee. Si tratta di un miserabile sforzo di estorsione a Berlusconi per vendergli un video che non esiste”. Lo afferma in una nota la portavoce dell’ufficio stampa di Forza Nuova, Anna Lami, in merito alle ultime notizie emerse a proposito dell'”inesistente” video che ritraerebbe Alessandra Mussolini e Roberto Fiore in momenti privati. “Dopo queste novità – prosegue Lami – ci pare evidente come la bufala sia ancor più bufala: un falso scoop legato a personaggi oscuri vicini al mondo dello spettacolo a cui sono seguiti strani comunicati

Riprendiamo la giusta accusa fatta da Indymedia nei confronti del Giornale, un quotidiano che sulla base di fonti anonime senza alcun reale riscontro ha cercato di costruire una montatura da cui emergono truffatori da quattro soldi. La spregiudicatezza del signor Feltri sarà evidenziata nel processo per danni che Fiore intenterà nei suoi confronti”.
Secondo un articolo pubblicato oggi su “Il corriere della sera” il video che ritrae Alessandra Mussolini in atteggiamenti intimi con il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, sarebbe stato offerto, attraverso una lettera anonima, all’escutivo italiano in cambio di un milione di euro. In quella missiva non veniva fatto il nome dell’esponente “beccato” in scene hot ma secondo l’inquirenti si tratterebbe proprio del video Mussolini-Fiore. Proprio per questo la Procura romana ha deciso di indagare sulla vicenda, convinti che oltre Marrazzo anche altri importanti esponenti politici siano stati ricattati attraverso video compromettenti. L’autore della lettere inviata alla sede del Governo è stato individuato, la sua abitazione è stata perquisita ma del video ancora nessuna traccia. Gli inquirenti vogliono anche capire se lo spionaggio pilotato nel 2005 da Francesco Storace ai danni di Marrazzo e della Mussolini, in occasione delle elezioni regionali, possa essere legato a queste vicende.

C’E’ IL NOME DEL FOTOGRAFO È Andrea Cacciotti, impresario, produttore televisivo e fotografo e fondatore nei mesi scorsi del «Partito degli Artisti» la persona che contattò con una mail la Presidenza del Consiglio dei Ministri dicendo di essere in possesso di un video che «ritrae un parlamentare europeo e una deputata mentre fanno sesso». Cacciotti, secondo i magistrati della procura di Roma, si riferiva ad Alessandra Mussolini e Roberto Fiore. L’uomo è indagato per l’ipotesi di reato di tentata estorsione. Cacciotti nei mesi scorsi, prima delle europee del sei e sette giugno scorsi, legò il suo nome a quello del fotografo Fabrizio Corona: propose infatti al cartello della Fiamma Tricolore la candidatura del fotografo organizzando per l’occasione alcune serate in discoteca tra Colleferro e Frosinone che tuttavia non ebbero molta fortuna. La candidatura dell’attuale fidanzato di Belen Rodriguez alle europee non fu presa in considerazione da Luca Romagnoli, leader del movimento di estrema destra. La stessa proposta venne fatta poi a Forza Nuova ma ebbe analogo esito negativo. Cacciotti sentito dalla Digos, ha ammesso di aver inviato una mail alla presidenza del Consiglio, ma ha precisato di non aver «mai girato quel filmato» e di aver fatto da intermediario. Una linea di difesa giudicata poco credibile dagli investigatori che hanno sequestrato a Cacciotti il computer.

FIORE-MUSSOLINI, IL PM POTREBBE SENTIRLI Alessandra Mussolini e Roberto Fiore potrebbero essere convocati prossimamente in procura come testimoni nell’ambito dell’inchiesta. Per il procuratore aggiunto Pietro Saviotti, titolare degli accertamenti, i due parlamentari ai quali si fa riferimento nella mail potrebbero essere Mussolini e Fiore. Dubbi sulla ipotetica esistenza del video sono stati espressi oggi a piazzale Clodio. Per questa vicenda è indagato un uomo, A.C., con precedenti per truffa, il quale sostiene di essere un produttore televisivo. Sentito dalla polizia, l’indagato ha dichiarato che la richiesta di danaro è stata una sua iniziativa personale. A.C., in particolare, ha affermato di essere stato avvicinato a settembre da persone a lui sconosciute le quali gli avrebbero chiesto se era interessato al video, girato con un telefonino. L’uomo sostiene, secondo quanto si è appreso, di aver visionato il filmato, che le immagini non sono chiare e di aver appreso dai suoi interlocutori che si tratta di due parlamentari. Nel corso di una perquisizione in casa di A.C. è stato sequestrato un computer. A breve sarà affidato agli esperti della polizia postale. Gli inquirenti, che prossimamente convocheranno A.C. a piazzale Clodio, vogliono verificare cosa ci sia in quel pc.

Leggo

Cucchi: reintegrati medici indagati

Indagine interna, nessuna omissione del personale sanitario

533c7f0758abae1f15ea8ad6b258c653.jpgSono stati reintegrati, nel reparto penitenziario dell’ospedale Sandro Pertini, i 3 medici indagati per la morte di Stefano Cucchi. Il geometra romano di 31 anni, arrestato il 15 ottobre dai carabinieri per droga, e’ morto 7 giorni dopo nell’ospedale. La revoca del trasferimento d’ufficio e’ stata stabilita oggi dal dg dell’Asl Rmb, Flori Degrassi. Il provvedimento riguarda Aldo Fierro e i medici Stefania Cordi e Rosita Caponnetti. Non e’ stata riscontrata alcuna omissione.

Ansa

Why not: 35 richieste di abbreviato

2123ea69f81c022617220f16547852ac.jpgAvanzate altre 5 richieste di rito abbreviato nel corso dell’udienza preliminare per gli indagati nell’inchiesta Why Not, ora sono 35. Restano invece 63 gli indagati per i quali e’ in corso l’udienza preliminare. Il gup Abigail Mellace ha disposto l’inizio dell’udienza per il 15 gennaio. Per quanto riguarda il fallimento della Tesi, il gup ha disposto il trasferimento degli atti al tribunale di Cosenza perche’ la vicenda non e’ collegata con l’inchiesta Why Not.

Ansa

Legali Brenda, madre vuole verita’

de2c89416a8c970fa66d73191a1a83e6.jpg‘La madre di Brenda vuole giustizia e verita’ che spetta a tutte le persone a prescindere dal loro status’. Lo dicono gli avvocati del trans. Questa mattina hanno accompagnato la madre del transessuale morto in un incendio nel suo appartamento di via Due Ponti a Roma. ‘Questa e’ la sua richiesta forte per Deu, cosi’ lo chiamava – hanno concluso – ed e’ venuta a dirlo alla Procura: lei non ha idea di cosa e’ accaduto a Brenda’.

Ansa

Finge malore e violenta dottoressa

ff947b6ce22a1177a72dfbbebc0b56ae.jpgUn operaio di 25 anni, Raffaele Pignatelli,e’ stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni personali. Secondo quanto accertato dai militari, l’operaio,fingendo un malore ha chiesto di essere visitato da una dottoressa di un ambulatorio sanitario di un paese del Gargano,ma una volta dentro l’avrebbe violentata. La vittima, una guardia medica di 30 anni,ha riportato lesioni guaribili in 40 giorni. L’uomo non ha precedenti, e non aveva mai molestato nessuno.

Ansa

Grasso, allarme per marijuana ogm

g.jpgAllarme del procuratore Grasso sui rischi, specie tra i giovani, per il prossimo arrivo della marijuana caucasica geneticamente modificata. I narcotrafficanti intendono cosi’ ampliare il principio attivo drogante che ha effetti nuovi e pericolosi. ‘Bisognerebbe – ha detto Grasso – controllare questa sostanza intervenendo ai rave party dove piu’ elevato e’ il rischio della sua messa in circolazione’. Lo stesso allarme riguarda anche le foglie di coca, anche esse geneticamente modificate.

Ansa

LA RUSSA, NO alla CROCE NEL TRICOLORE

700_dettaglio2_LA-RUSSA.JPGIl ministro della Difesa, Ignazio La Russa, non vede il nesso fra il voto sul divieto di costruire minareti in Svizzera e la provocazione del viceministro Roberto Castelli che propone di mettere la croce nel Tricolore. “La Svizzera – ha spiegato La Russa che stamattina partecipa ad un tavolo sulle infrastrutture collegate all’Expo, proprio assieme a Castelli – ha fatto molto bene a esprimere un’opinione che conferma che non bisogna mai discriminare ma nemmeno arrendersi ad un futuro, non dico multietnico che mi va bene, ma multiculturale. Da questo far discendere un cambiamento della bandiera, lo puo’ fare solo chi non la ama: non e’ nemmeno una provocazione, e’ solo una battuta che puo’ fare chi non capisce che le bandiere non sono bandierine che se ne possa sventolare una diversa ogni giorno”.
Quanto al crocefisso, secondo La Russa “basta saperlo tenere dentro la nostra cultura e la nostra tradizione cristiana”. (AGI) .

GB: ARRIVANO OCCHIALI DA SOLE PER CANI

Modello con lenti blu specchiate è il più richiesto

cane_occhiali.jpgSono l’ultimo accessorio per i fedeli compagni a quattro zampe:gli occhiali da sole per cani saranno in vendita in Gran Bretagna a partire dal nuovo anno.I venditori offrono design e lenti differenti per soddisfare i gusti dei padroni piu’sofisticati. Oltre a trasformare il cane in un invidiabile esempio di stile, gli occhiali, secondo i produttori,proteggono gli animali dalla luce solare,dal riflesso della neve e dal vento che solleva polvere pericolosa per i loro occhi. Verranno prodotti in diverse taglie.

Ansa

Polo regina, è l’auto dell’anno 2010

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Superando una concorrenza agguerrita, Volkswagen Polo ha conquistato il prestigioso titolo di «Car of the year 2010», che viene attribuito da una giuria composta da 59 giornalisti europei specializzati nel settore auto.

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LE RIVALI – La nuova edizione della Volkswagen Polo era entrata lo scorso 30 ottobre nel gruppo delle finaliste della 47esima edizione assieme a Citroen C3 Picasso, Mercedes Classe E, Peugeot 3008, Skoda Yeti, Toyota iQ e la Opel Astra. Per il Gruppo tedesco, in un anno di grandi soddisfazioni commerciali, questo riconoscimento completa un importante programma di rilancio delle auto del marchio Volkswagen.

Corriere

AUTO NEL FIUME,SCELTA CHOC SALVA MOGLIE, FIGLIO MUORE

20091130_zelanda_01.jpgL’auto sulla quale si trovavano sua moglie suo figlio stava affondando velocemente nelle acque limacciose del fiume Whanganui. Aveva il tempo sufficiente per salvare solo uno tra i due. E ha salvato sua moglie. Silva, 13 anni, è morto annegato nell’auto. E’ la storia di Stacy Horton, un padre neozelandese che d’ora in avanti dovrà fare i conti con la propria coscienza. Sabato scorso la station wagon sulla quale viaggiavano sua moglie Vanessa, 35 anni, e suo figlio Silva era uscita di strada e finita nel fiume.

Era notte. Giunto sul posto pochi minuti più tardi, Stacy aveva subito cercato di raggiungere l’auto, che si trovava sommersa con il muso verso il letto del fiume e la coda sommersa di un metro. “Ho cercato di di raggiungere Silva, ma non ci sono riuscito, l’acqua era troppo buia e profonda. E Vanessa stava andando a fondo”, ha raccontato l’uomo al quotidiano “Dominion Post”. L’auto continuava ad affondare. “Così ho deciso di scendere giù a prendere Vanessa, l’ho portata a riva, poi mi sono seduto sulla riva a pregare. Era tutto quello che potessi fare”. Sabato notte neanche la polizia e i vigili del fuoco sono riusciti ad estrarre il corpo del ragazzo dall’auto. Lo hanno fatto i sommozzatori lunedì.

Leggo