CLAN PIROMALLI: SEQUESTRATI BENI (‘NDRANGHETA)

700_dettaglio2_volante_polizia.jpgBeni per 10 mln di euro sono stati sequestrati, in Calabria ed a Milano, a Giuseppe Piromalli, 64 anni, capo dell’omonimo clan di Gioia Tauro, ed al figlio Antonio, di 37. Tra i beni oggetto del provvedimento, terreni ed appartamenti, alcuni dei quali siti a Milano, e diverse imprese e societa’, tute, secondo gli inquirenti, nella disponibilita’ dei Piromalli. Giuseppe Piromalli, alias “Facciazza”, capo indiscusso dell’omonimo casato di ‘Ndrangheta operante nella provincia di Reggio Calabria con diramazioni al Nord Italia ed oltre oceano, in atto detenuto, e’ il nipote del boss storico dell’aristocrazia della ‘ndrangheta don Mommo Piromalli”.

Il figlio Antonio, residente a Milano, anch’egli attualmente detenuto in regime di carcere duro in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa nell’ambito dell’operazione “Cent’anni di Storia”, proprio a seguito dell’arresto del boss “Facciazza”, avvenuto dopo anni di latitanza, avrebbe, secondo gli inquirenti, accresciuto il proprio prestigio e ruolo criminale, non solo inquanto unico discendente di sesso maschile e, quindi, secondo le regole consuetudinarie mafiose, successore designato a reggere le sorti del “casato”, ma anche perche’ avrebbe dato prova, in piu’ circostanze, di possedere notevoli doti nel gestire le attivita’ economiche e criminali della famiglia. Gli attuali decreti di sequestro, secondo quanto riferito durante una conferenza stampa dagli inquirenti, trovano il loro fondamento, oltre che sulla individuazione di tutti i beni nella disponibilità ¤iretta o indiretta della famiglia Piromalli, nelle risultanze delle indagini svolte nell’ambito dell’ operazione “Cent’anni di Storia”, congiuntamente dalla Squadra Mobile e dal Commissariato ì ¤i Gioia Tauro, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. L’operazione aveva condotto, nel luglio dello scorso anno, all’arresto di 18 elementi di spicco dei clan mafiosi degli Alvaro, Piromalli e Mole’, ritenuti responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso e che hanno accertato il tramonto dello storico cartello mafioso Piromalli-Mole’, un tempo alleati, oggi rivali .

54 ARRESTI: BIMBI ROM USATI COME CORRIERI DROGA

700_dettaglio2_bimbi-rom.jpgI Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Eur, dopo circa quattro anni di indagini, hanno sgominato un’organizzazione di trafficanti di stupefacenti. Il sodalizio, composto da italiani e famiglie di etnia rom di nazionalita’ croata e bosniaca, faceva giungere a Roma la droga dalla Spagna e dall’Olanda, attraverso il nord Italia. Cinquantaquattro le ordinanze di custodia cautelare che i Carabinieri stanno eseguendo, emesse dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina. Per i loro traffici, i componenti dell’organizzazione impiegavano come corrieri anche dei bambini. Il denaro ricavato dallo spaccio veniva investito nell’acquisto di immobili nell’area balcanica e in Italia, ma soprattutto in autovetture di lusso. I Carabinieri hanno accertato inoltre che l’organizzazione investiva anche nell’acquisto di documenti falsi, validi a legalizzare la posizione di stranieri irregolari sul territorio nazionale.

FINI, NON SI ODIA NE’ SI AMA MA VA RISPETTATO (BERLUSCONI)

700_dettaglio2_FINI.jpg“Non credo che Silvio Berlusconi, come qualsiasi leader politico, vada amato o odiato. Va rispettato e giudicato in base a quello che fa e al giudizio degli elettori, altrimenti c’e’ del pregiudizio”. Gianfranco Fini introduce cosi’ le valutazioni sui suoi rapporti con il presidente del Consiglio e sulle polemiche che lo stanno portando all’attenzione dei media, rispondendo alle domande dei giornalisti di ‘El Mundo’. Il presidente della Camera ricorda che il proprio rapporto con Berlusconi risale a quel fatidico ’93 e alla indicazione di voto di Berlusconi in favore del Fini candidato sindaco a Roma: “persi, da segretario di un partito del 4-5%, con il 47% ma da li – sottolinea Fini – e’ cambiata la storia italiana”. “Berlusconi – ricorda – e’ un personaggio che ha sovvertito ogni pronostico: preside il G8 per la terza volta in 15 anni, non e’ arrivato ieri sulla scena politica e nei suoi confronti deve valere lo stesso criterio di valutazione che vale per me, per Veltroni o per Prodi”.

GIU’ L’INFLAZIONE, MAI COSI’ BASSA DAL 1968

700_dettaglio2_00021782.jpgA giugno l’inflazione si e’ attestata al +0,5% annuo, al livello piu’ basso da settembre 1968 (+0,4%). Secondo la stima preliminare dell’Istat, i prezzi al consumo hanno fatto registrare su base mensile, e cioe’ rispetto a maggio 2009, una variazione positiva dello 0,1%. Gli aumenti congiunturali piu’ significativi si sono verificati per i capitoli Trasporti (+0,9%) e Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,6%); variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi e Istruzione. Variazioni negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni (-1,2%), Servizi sanitari e spese per la salute (-0,5%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche e Servizi ricettivi e di ristorazione (-0,1% per entrambi). Gli incrementi tendenziali piu’ elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (+4,9%), Altri beni e servizi (+2,4%) e Istruzione (+2,1%). Variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli Trasporti (-4%), Comunicazioni (-0,9%) e Abitazione, acqua, elettricita’ e combustibili (-0,1%).

STOP ALTA CORTE TEDESCA, RICHIESTE MODIFICHE (TRATTATO UE)

700_dettaglio2_Corte-Costituzionale-di-Karlsruhe.jpgLa Corte Costituzionale di Karlsruhe ha approvato il Trattato di Lisbona, ma ha posto come condizione che il Bundestag apporti modifiche per difendere alcune caratteristiche riguardanti la sovranita’ nazionale tedesca. La semi-bocciatura dell’Alta Corte obbliga adesso il Parlamento a fare gli straordinari, ma e’ improbabile che entro il 3 luglio -data di chiusura prima delle ferie estive- sia possibile apportare le modifiche necessarie. Lo stop di fatto rallenta il trattato di ratifica che era gia’ stato approvato lo scorso anno da Bundestag e Bundesrat. Il presidente della Repubblica, Horst Koehler aveva sospeso la firma in attesa della decisione dei giudici costituzionali. A fare ricorso erano stati la Linke di Oskar Lafontaine, il deputato della Csu bavarese, Peter Gauweiler e l’ex deputato europeo Karl-Ludwig von Stauffenberg, figlio dell’attentatore di Adolf Hitler.

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BERLUSCONI NON CONVOCATO (INCHIESTA BARI)

ADDA_b1.jpg«Convocare Silvio Berlusconi? Al momento è un’ipotesi astratta». Così il procuratore di Bari Emilio Marzano spiega che non è in programma un’audizione del premier nell’ambito dell’inchiesta che ha al centro l’imprenditore Gianpaolo Tarantini, indagato per induzione alla prostituzione. «È costume di questo ufficio sentire le persone quando sono essenzialmente indispensabili per chiudere le indagini e allo stato non è ravvisabile questa situazione» spiega Marzano a proposito della possibilità di convocare il premier. Una possibilità su cui si era invece mostrato possibilista nei giorni scorsi il procuratore aggiunto Marco Dinapoli. Rispondendo ai giornalisti, Marzano ha ribadito: «Chiamiamo solo chi è necessario sentire e al momento non pare che ci sia la necessità di sentire Berlusconi».

NEL MONDO DI OGGI ANIMA CADUTA IN DISCREDITO (PAPA)

700_dettaglio2_PAPA.jpg“Nel mondo del linguaggio e del pensiero dell’attuale cristianita’, la parola ‘anima’ e’ caduta in discredito”. Lo ha rilevato il Papa nell’omelia per la festa dei Santi Pietro e Paolo, protettori delal Chiesa di Roma. “Si dice – ha osservato – che questo porterebbe ad una divisione dell’uomo in spirito e fisico, in anima e corpo, mentre in realta’ egli sarebbe un’unita’ indivisibile”. Inoltre, “la salvezza delle anime come meta della fede sembra indicare un cristianesimo individualistico, una perdita di responsabilita’ per il mondo nel suo insieme, nella sua corporeita’ e nella sua materialita’”.

Per Benedetto XVI, invece, non e’ cosi’: “la fede parla alla ragione e nel confronto dialettico puo’ tener testa alla ragione. Non la contraddice, ma va di pari passo con essa e, al contempo, conduce al di la’ di essa, introduce nella Ragione piu’ grande di Dio, esige la nostra partecipazione razionale, che si approfondisce e si purifica in una condivisione d’amore”. Per il Papa “resta vero che l’incuria per le anime, l’immiserirsi dell’uomo interiore non distrugge soltanto il singolo, ma minaccia il destino dell’umanita’ nel suo insieme. Senza risanamento delle anime, senza risanamento dell’uomo dal di dentro, non puo’ esserci una salvezza per l’umanita’”. “La vera malattia delle anime – ha aggiunto Benedetto XVI – San Pietro la qualifica come ignoranza, cioe’ come non conoscenza di Dio. Chi non conosce Dio, chi almeno non lo cerca sinceramente, resta fuori della vera vita. E’ l’obbedienza alla verita’ che rende pura l’anima. Ed e’ il convivere con la menzogna che la inquina. L’obbedienza alla verita’ comincia con le piccole verita’ del quotidiano, che spesso possono essere faticose e dolorose”. “Come Pastori del nostro tempo – ha ricordato il Papa teologo ai 34 nuovi arcivescovi presenti oggi nella Basilica di San Pietro per ricevere il pallio, la stola bianca con le croci che testimonia il loro particolare legame con la Santa Sede – abbiamo il compito di comprendere noi per primi la ragione della fede e di riconoscerla come risposta alle nostre domande”. E se “fa parte dei nostri doveri penetrare la fede col pensiero per essere in grado di mostrare la ragione della nostra speranza nella disputa del nostro tempo”, tuttavia, ha aggiunto l’intellettuale Joseph Ratzinger, “il pensare, da solo, non basta. Cosi’ come parlare, da solo, non basta”. Nella sua omelia, il Pontefice e’ tornato quindi a indicare come modello per la Chiesa di oggi (accanto a San Francesco e Padre Pio, citati come “modelli” per i cristiani del nostro tempo) il Curato d’Ars, San Giovanni Maria Vianney, che, ha concluso, “non era un grande pensatore. Ma egli ‘gustava’ il Signore. Viveva con Lui fin nelle minuzie del quotidiano oltre che nelle grandi esigenze del ministero pastorale”.

IRAN: DONNA CONTRO AHMADINEJAD

donna--140x180.jpgÈ un fotomontaggio ma ha tutti i requisiti per essere un’immagine simbolo dell’Iran di oggi. Ritrae una donna con il velo nero ed una leggera maglietta verde sui jeans. La giovane ha un tascapane a tracolla. Il braccio destro allungato. Il polso sottile che spunta dalla manica. Il pugno è chiuso. Il dito medio è alzato. È sola, a piedi. Davanti a lei, enorme nella foto schiacciata dal teleobiettivo, il muso di un suv grigio. Dal tetto spunta il presidente Mahmud Ahmadinejad, sorridente, quasi benedicente. Alle sue spalle le sagome di due guardie del corpo. Ricorda lo studente di piazza Tienanmen davanti al carro armato (guarda). Nella foto originale (ma non vi è al momento alcuna conferma di autenticità), postata su Twitter, la donna è davanti alla macchina blindata del presidente e sembra fargli segno di fermarsi ma senza insultarlo, senza alzare cioè il dito medio. Non si conosce la data in cui la foto è stata scattata, né l’occasione.

SU YOUTUBE – La foto ritoccata è emersa invece da YouTube, pubblicata domenica da un utente con nickname “secondoprotocollo”, in una selezione di immagini montata con una toccante colonna sonora e firmata «www.secondoprotocollo.org», una onlus italiana con contatti in Gran Bretagna e che sul suo sito dichiara di avere «come obiettivo la difesa dei Diritti Umani in qualsiasi parte del mondo».